Ecco il Ceo più ambizioso dell’universo

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Da quando è lui l’amministratore, dal 2011, il fatturato di Google ha avuto una crescita del 20% all’anno, da 37 a 62 miliardi di dollari.

Visionario, grande motivatore dei dipendenti (li spinge sempre a dare il massimo) e incontentabile, Larry Page è per Fortune il Ceo più ambizioso dell’universo. Un ulteriore riconoscimento per il cofondatore di Google che giunge qualche mese dopo la nomina, sempre della rivista americana, di Page come il migliore uomo di business del 2014:

«In meno di quattro anni, Page ha fatto numerosi sforzi per rafforzare ed estendere l’influenza di Google sul mondo. L’azienda progetta automobili che si guidano da sole, senza il controllo dell’autista, lavora su palloni aerostatici che porteranno Internet in quei luoghi dove per motivi economici e ambientali non è ancora disponibile. E studia nano particelle ingeribili capaci di leggere le malattie in anticipo. E in più ha fatto investimenti sull’intelligenza artificiale, robotica, droni, acquisendo centinaia di startup» scrive Miguel Helft su Fortune.

640px-Larry_Page_in_the_European_Parliament,_17.06.2009

Ma perché Page è il Ceo più ambizioso? Ecco tre motivi.

1. Ha lo sguardo sempre rivolto al futuro

Un Ceo ambizioso quanto Larry Page anticipa i trend del futuro. Pensa a non creare un’azienda che duri 10 anni, ma una che stia in piedi nel tempo: «Page vuole evitare il destino di molti giganti del tech che per preservare e difendere la loro unica offerta, hanno perso importanza nel mondo. Per farlo, attrae i migliori talenti, ingegneri, scienziati, sviluppatori. Insieme a loro vuole costruire un’impresa che riesca a stare al top non per decine di anni, ma per generazioni».

2. Non si siede mai sugli allori e diversifica la sua offerta

Anche se l’azienda genera la maggior parte delle sue entrate dalla pubblicità, Page nella sua gestione non si è mai accontentato. Ha puntato sul mobile (consolidando lo store e la piattaforma Android, sull’automazione domestica (con l’acquisto di Nest startup che opera nella domotica), sulle auto e la tecnologia indossabile: «Quando Steve Jobs era in vita mi diceva che facevamo troppe cose: “Meglio farne una fatta bene” mi consigliava. La nostra visione è sempre stata diversa: avere un impatto sul mondo, facendo più cose allo stesso tempo».

3. Non si accontenta mai e sprona i dipendenti a dare sempre il meglio

Page chiede continuamente cambiamenti radicali. Un esempio è il lavoro su Gmail: «Due anni fa viene da noi e ci fa i complimenti. Ci dice: “Bravi, Gmail funziona benissimo, ma è già un sistema vecchio di 10 anni perché è stato creato prima dei social network e degli smartphone. E ci lancia la sfida: inventare un nuovo sistema di posta che fosse al top per i successivi 10 anni. “Non vi sto chiedendo di fare Gmail 2.0. Ma di creare un nuovo strumento di comunicazione” (questa la genesi del nuovo Inbox, lanciato da poco da Google, ndr)» racconta a Fortune Alex Galwey responsabile del servizio Gmail. D’altronde come spiega Page: «Un buon Ceo aiuta i dipendenti a proiettarsi e ad accogliere il futuro».

(Via Fortune)

Redazione

(Fonte foto 1, Joi Ito, https://www.flickr.com/people/35034362831@N01)

(Fonte foto 2, Marcin Mycielski, European Parliament, http://commons.wikimedia.org/wiki/User:Stansfield)

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