Elena Favilli: «Essere donna in Silicon Valley non è facile»

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«Anche la Silicon Valley è sessista». L’accusa è di Elena Favilli, 33 anni. Insieme a Francesca Cavallo, 32 anni, ha fondato Timbuktu, un magazine digitale per bambini, capace di raccogliere 600mila dollari da investitori in Silicon Valley. In un articolo pubblicato sul Guardian spiega tutte le difficoltà di essere donna in quello che è considerato il paradiso per gli startupper hi-tech: «In Silicon Valley tutti pensando di essere anni luce avanti rispetto al resto del mondo. Ma sull’apertura mentale verso le donne, sono indietro come tutti gli altri. Neanche il successo, serve a evitare di trovarti in situazioni sessiste. Quando presentavo qui la mia idea mi sono sentita dire frasi del tipo: “Carina, ma siete due ragazze da sole”, intendendo che non avremmo mai potuto raccogliere soldi lì».

medium_Timbuktu

Elena spiega come anche alle presentazioni della sua idea, veniva etichettata come “la ragazza” e riceveva sempre complimenti che sul suo look, più che sul business che proponeva: «È una sfida essere donna in un industria tech. Una sfida ancora più grande se denunci il sessismo. Quando ne parlo, molti (anche donne) mi accusano di giocare a fare la vittima e di odiare gli uomini. Se vogliamo l’uguaglianza, dobbiamo smettere di pensare che tutto va bene» conclude Elena. .

E in Italia come è la situazione? «A chi è donna e vuole farsi strada con un’idea hi-tech, dico sempre di non avere paura. L’universo dei finanziatori è dominato dagli uomini. Ma bisogna che le donne imparino a non lasciarsi prendere dagli stereotipi e a lanciarsi nell’avventura» spiega Anna Sargian, Anna Sargian, 27 anni, piemontese, analista finanziario: è tra le ideatrici di Girls in Tech Italy, network internazionale che ha l’obiettivo di creare percorsi agevolati di formazione imprenditoriale per donne.

girls in tech

Grazie anche a iniziative come questa, si moltiplicano anche nel nostro Paese iniziative dedicate a startupper donna. Un appuntamento molto vicino, che vedrà Anna e la sua organizzazione in giuria, è Startup Weekend Women (Bologna, 13-15 marzo 2015) dove donne con un’idea potranno presentarla e svilupparla con l’aiuto di esperti, imprenditori, consulenti e finanziatori. In palio per i tre vincitori, mentoring, consulenza e libri di testo. Chi vuole partecipare, può comprare il biglietto online (costa 35 euro, 25 per le studentesse universitarie). INFO: http://www.up.co/communities/italy/bologna/startup-weekend/4521

Redazione

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1 COMMENTO

  1. Non c’è storia.
    Finché leggi cose, dove si dice di cose, di come, di perché, quasi sempre l’interlocutore è a larga banda, cioè uomo.
    Ma poi..eccola, è arrivata!
    La donna…e inizia la solita bega:
    Sessismo, genere, qui le donne, noi donne, le donne…
    Mi chiedo: come mai, io, sto attento a non ripetermi negli stessi argomenti per non sentirmi dire che sono fissato.
    Poi sono costretto ad assistere a questo mantra, ormai da decenni ed a stupirmi per un’oscenità che è peggiore del mantra stesso: l’accoglienza degli altri al riproporsi, da parte di una donna, dell’argomento ossessione, come se fosse stato inventato e detto in quel momento per la prima volta, accolto con entusiasmo, altro che nausea, come, ormai, sarebbe giusto che sia.
    Certo, la maschera del politicamente corretto, ma anche un gatto capirebbe che è ora di farla finita e far capire che anche le donne, finalmente, riescono a togliersi l’ossessismo dalla bocca e dagli argomenti che entrano a dirimere.
    D’altra parte lo sanno bene le donne che il miglior amico della donna è l’uomo e il peggior loro antagonista inizia per “D”.

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