«Essere sostenibili? Una scelta sempre più cool»

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Massimo Temporelli, co-founder di TheFabLab, fisico, divulgatore scientifico, scrittore e storico della tecnologia

Voglio usare il momento storico che stiamo vivendo come metafora per quello che dovremo affrontare nei prossimi decenni. Per combattere i cambiamenti climatici e diventare più sostenibili. Lo faccio proprio adesso perché abbiamo tutti le orecchie più tese e siamo tutti più abituati a comprendere la complessità di problematiche globali. E soprattutto perché, anche per le questioni ecologiche, vedo emergere lo stesso schema.

Infatti, in primis dovremo cambiare i nostri comportamenti sociali. E poi, come nel caso del Covid, dovremo sostenere, incrementare e rivolgere lo sguardo alla ricerca scientifica, nella speranza che ottenga nuovi modi di produrre e conservare l’energia, per il riscaldamento, il raffreddamento e la nostra mobilità.

Insomma, questi mesi possono davvero essere vissuti come una palestra culturale e sociale, dove allenarci per affrontare le sfide dei prossimi anni, imparando a impegnarci in prima persona e in collaborazione con gli altri per superare il vero problema del XXI secolo, quello ambientale.

Una sfida cool e pop

Partiamo dalle regole culturali e sociali. Lo so, sono quelle meno popolari, quelle che fanno arrabbiare i cittadini. Ma se non partiamo da queste difficilmente potremo superare la crisi ecologica, che potrebbe trasformarsi per i nostri figli e nipoti in qualcosa di molto più devastante del virus che stiamo combattendo.

È un discorso noioso e vecchio di qualche decennio, ma dobbiamo rianimarlo, renderlo cool e pop, trasformando il messaggio della rinuncia e della decrescita in qualcosa di premiante, di vitale, di contemporaneo.

Usare forme di mobilità più smart, scegliere fornitori di energia che producono in modo sostenibile, abbandonare le aziende che usano pack di plastica inutili, sono solo alcune delle scelte che possiamo fare come cittadini per vedere lentamente rifiorire il nostro ecosistema.

L’azione privata e del singolo è importantissima, ma da sola non basta. Servono anche azioni pubbliche. Da cittadini dobbiamo richiedere, votare e sostenere tutte quelle politiche che vanno in questa direzione e che mirano a eliminare il traffico nelle città, che promuovono l’aumento del verde fuori e dentro i centri abitati, che potenziano la mobilità dolce, tra ciclabili e ferrovia.

Ricerca scientifica e tecnologica

E qui arriviamo al secondo punto. Oggi guardiamo alla scienza come panacea per risolvere il problema Covid. Anche per quello ambientale dobbiamo guardare in quelle direzioni. Nuove forme di produzione dell’energia, nuovi veicoli meno impattanti, nuovi materiali capaci di conservare nelle nostre abitazioni il calore di inverno o il fresco d’estate, queste sono solo alcune delle aree dove la ricerca scientifica e tecnologica sta lavorando. Anche in questo caso, come cittadini dobbiamo agire a due livelli. Individualmente, scegliendo prodotti e servizi che vanno in questa direzione tecnologica. Pubblicamente, sostenendo le politiche che mirano a supportare questi piani industriali e di ricerca.

“Il mio sogno è che ogni sera alle 18 i ministri di tutto il mondo vadano in tv a mostrare le curve e gli andamenti di PM10, CO2 per poi proporre nuove strategie”

Tratto da Millionaire di dicembre-gennaio 2021.

di Massimo Temporelli. 

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