Europei di cybersecurity 2022: la Nazionale italiana sfiora il podio

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Si è conclusa a Vienna la più grande competition di cybersecurity d’Europa alla quale ha partecipato anche l’Italia. A vincere è stata la Danimarca

L’era digitale ha portato numerosi vantaggi alla nostra società, ma ci ha anche reso possibili vittime di nuove tipologie di pericoli, insediati nei più fitti meandri della rete. Grazie all’evoluzione tecnologica, siamo stati in grado di connetterci l’un l’altro anche a migliaia di km di distanza. La digitalizzazione ha contribuito in modo sostanziale alla creazione di un modello di vita nettamente più rapido e più efficiente rispetto agli standard del passato. D’altro canto però, l’espansione digitale della maggior parte dei nostri processi di vita quotidiana, ci espone a rischi notevoli, ecco il perché della nascita di sistemi di sicurezza informatica e dei modelli di cybersecurity.

Cos’è la cybersecurity

Quando si parla di cybersecurity, si intende una serie di azioni pensate per difendere sistemi elettronici, reti, server e dispositivi, da attacchi hacker. Si tratta in buona sostanza, di una serie di azioni e provvedimenti pensati per la sicurezza informatica e delle informazioni.
Ogni giorno, ci esponiamo a migliaia di input provenienti dai nostri dispositivi e soprattutto dai nostri smartphone, i quali, raccolgono numerose quantità di dati su di noi e sulle nostre attività quotidiane. Problemi come la sicurezza informatica, hanno portato alla nascita dei crimini digitali, introducendo nuovi termini come cyberattacchi, cybercrimine e cyberterrorismo, termini non poco noti per chi lavora nel settore e per chi segue le vicende dall’esterno, appassionandosi a serie tv alla Mr. Robot.

Società di medie e grandi dimensioni detengono database in costante aggiornamento, contenenti informazioni strettamente riservate su clienti e altre aziende, esponendosi quotidianamente al pericolo di attacchi hacker che minano la propria sicurezza informatica. Come possono realtà del genere, difendersi da attacchi di questo tipo?

Gli eroi della sicurezza informatica

Sappiamo però, che per ogni minaccia c’è sempre un paladino pronto a fare giustizia e, quando si parla di cybersicurezza, i paladini sono loro: gli ethical hacker.
Chi sono gli hacker etici? Figure mistiche, paladini senza volto, sempre nascosti dietro allo schermo di un computer, sono coloro che si occupano di definire la sicurezza generale attorno a una mole di dati. Inizialmente erano riconosciuti solo con la definizione di “hacker”, definizione che contribuiva a lasciare interdetti tutti i non addetti ai lavori. Ecco allora che arriva l’aggiunta dell’aggettivo “etico”, facendo chiarezza e mettendo sotto una luce completamente diversa tutti coloro che vivono di giustizia digitale.

Da semplici professionisti ad atleti del digitale: le gare europee di cybersecurity

Come ci si poteva aspettare, l’espansione della rete e il costante aumento dei dispositivi, hanno richiesto un aumento esponenziale di figure specializzate in sicurezza informatica, portando la competizione tra i professionisti e i progetti di startup anche su un livello agonistico. L’European Cyber Security Challenge (ECSC), mette annualmente alla prova 18 squadre europee, attraverso l’assegnazione di sfide e task che mettono a dura prova i partecipanti.

A rappresentare quest’anno la squadra italiana, sono stati l’allenatore Mario Polino e il coordinatore Gaspare Ferraro, insieme al capitano della squadra Stefano Alberto.                «La sfida era composta da una serie di task in stile capture the flag» ha spiegato Alberto «ogni squadra doveva lavorare su un software o un applicativo simulante le caratteristiche di un programma reale, per scoprirne e sfruttarne le vulnerabilità. Per ogni vulnerabilità identificata, la squadra guadagna un punto».
Per partecipare alle gare che si sono svolte a Vienna dal 13 al 16 settembre, sono stati scelti 20 giovani dai 14 ai 24 anni.

Com’è andata quest’anno? Quest’anno la Nazionale italiana si è piazzata al quarto posto, dovendo cedere il gradino più basso del podio, conquistato nella passata edizione, ai “cugini” francesi, posizionandosi pertanto al quarto posto. La vittoria è andata alla Danimarca con la Germania seconda. Lo scorso anno la squadra italiana è arrivata terza, dopo Polonia e Germania.

 

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