Finalmente Morricone. Il compositore italiano trionfa agli Oscar

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Finalmente l’Oscar è arrivato nelle mani di Ennio Morricone, 87 anni, compositore italiano famoso in tutto il mondo. Ha ottenuto la prestigiosa statuetta per la colonna sonora di Hateful Eight, il film di Quentin Tarantino: «Grazie per il prestigioso riconoscimento. Un pensiero va agli altri nominati, in particolare a John Williams. Non c’è una grande colonna sonora senza un grande ispiratore come Tarantino ed il suo team che ringrazio per avermi scelto. Dedico questa musica e questo Oscar a mia moglie Maria» sono state le sue parole, rotte dal pianto e dalla grande emozione, davanti a una platea di star, tutte in piedi per omaggiare un maestro del cinema mondiale.

Una carriera strepitosa per quantità e qualità quella del musicista, nato a Roma, originario di Arpinio. Padre trombettista e madre imprenditrice di una piccola industria tessile, si forma al Conservatorio Santa Cecilia e inizia a scrivere musiche nel 1955 per orchestre e per i dischi della RCA italiana. Al cinema si avvicina grazie a un altro grande maestro, Sergio Leone. Compagni di classe alle scuole elementari iniziano una delle più belle collaborazioni della storia del cinema che porta alla creazione di colonne sonore celeberrime (“Per qualche dollaro in più”, “Il buono, il brutto, il cattivo”, C’era una volta il West”, “Giù la testa”, “C’era una volta in America”). Solo alcune delle musiche per più di 500 film e serie televisive, spaziando tra i più diversi generi cinematografici, dalla fantascienza al thriller, fino alla commedia di costume.

Nella sua lunga produzione musicale ha ricevuto sei nomination all’Oscar, vincendone uno nel 2007 come premio alla carriera. Mentre non si contano i premi italiani e internazionali che ha ricevuto (tra Nastri d’argento, Davi di Donatello, Golden Globe, BAFTA).

Oltre ai riconoscimenti, un rapporto di straordinario amore con il suo pubblico che lo ha premiato in Italia, come nel resto del mondo: 70 milioni di dischi venduti.

«Non credo di essere un narcisista e ritengo che il successo sia un evento provvisorio. Ed è duro, molto duro, confermarlo nel tempo. Ogni volta che penso di aver fatto il massimo, so che si può ancora fare meglio» ha dichiarato in una sua intervista su Repubblica.


Redazione

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