“Food porn, delivery e social: così abbiamo aperto tre ristoranti nell’anno della pandemia”

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Golocious food porn ristoranti

Nell’anno della pandemia, e in un periodo non facile per la ristorazione, due giovani campani sono riusciti a dar vita a una catena di ristoranti tra Napoli e Roma. «Lo avevamo già programmato, gli investimenti erano fatti e non volevamo fermare il progetto» raccontano Vincenzo Falcone, 33 anni, e Gian Andrea Squadrilli, 26, titolari di Golocious. «Ci tenevamo molto anche a dare un segnale forte al settore, uno dei più colpiti dal Covid. E, dopo mesi di lavoro tra mille difficoltà, non siamo affatto pentiti. Anzi siamo felicissimi. Il nostro sogno si è avverato».

I due amici sono entrambi appassionati di cibo e social. Gian Andrea, laurea in Scienze e tecnologie alimentari, gestisce il progetto di influencer marketing Italy Food Porn. Vincenzo, dopo aver girato il mondo come animatore Valtur, nel 2014 ha aperto il suo primo locale a Cava de’ Tirreni, specializzato in panini, con il marchio Delocious.

Il loro obiettivo comune? «Portare il food porn genuino in giro per l’Italia, e per il mondo!». Così nel 2019 hanno aperto il primo Golocious a Sorrento. Nella fase iniziale, hanno finanziato il progetto in parte con risorse proprie e grazie a diversi soci e investitori privati. Poi hanno ottenuto un finanziamento dal Banco di Napoli.

La tabella di marcia prevedeva altre aperture nel 2020. E i due hanno deciso di non fermarsi. L’inaugurazione del locale di Napoli è stata a maggio, nel primo giorno della Fase 2. Poi è stata la volta di Roma e ancora del capoluogo campano.

Per farcela Vincenzo e Gian Andrea hanno fatto ricorso a delivery, asporto e digital. «Ci siamo fatti conoscere sfruttando le nuove tecnologie, le app e i social network» raccontano. In cucina invece hanno puntato su materie prime, gusto ed estetica. Ogni locale è specializzato in piatti diversi, da hamburger e carne del ristorante di Roma a pizza e piatti tipici rivisitati di quello di Via Cimarosa, a Napoli.

«Abbiamo circa 50 dipendenti. Nonostante le incertezze, contiamo di aprire anche a Milano nel 2021. E speriamo di poter tornare presto tutti a lavorare normalmente».

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