Free spirit free lance

Free spirit, free lance

Di
Samuele Grignoli
30 Ottobre 2023

“Lavoro subordinato? No grazie, preferisco lavorare come libero professionista”. Questo è quello che sempre più spesso sentiamo dire in giro, o quantomeno la scelta di milioni di giovanissimi italiani che si affacciano al mondo del lavoro. Il posto fisso sembra scendere in classifica nelle preferenze dei giovani. È piuttosto ovvio, soprattutto alla luce degli ultimi anni, che in particolare i cosiddetti “Late Millennials” (quelli nati a ridosso dellʼanno 2000) non sono più interessati a fare carriera, quanto a trovare un lavoro che gli permetta di esprimersi e che dia più spazio alla loro vita. Forse dovremmo fare un passo indietro e ricordarci quello che è successo quasi quattro anni fa per capire meglio le loro ragioni. Il gap creato dalla pandemia ha fatto tanti danni, ma principalmente sono due gli esempi più vicini alla nostra storia. Parliamo di Gen Z e Late Millennials. Mentre la Gen X ha vissuto la sua vita e le sue esperienze in modo individuale, queste ultime categorie sono state costrette a subire unʼamplificazione di eventi concentrati nel periodo della pandemia, che le ha trovate impreparate dal punto di vista emotivo. Per la prima volta nella vita di un semplice 18enne, la tragedia che stava vivendo con la sua famiglia era simile a quella della maggior parte dei suoi coetanei, vissuta nello stesso momento, globalmente. Lʼunica cosa che non si è fermata in questi anni è stata lʼevoluzione della tecnologia. Abbiamo vissuto in una continua esplosione di informazioni che ci rendeva più esposti allʼutilizzo dei social. Presto i social media sono diventati il modo in cui le generazioni si relazionano. Complice lo stato mentale di una popolazione stressata e infelice, i social influencer hanno creato un trend vero e proprio con parole chiave come: “cambia vita”, “lavora meglio”, “trova il tuo equilibrio”. 

 

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Questi eventi si traducono nella “ribellione” che oggi stiamo vivendo contro il modo tradizionale di vivere la vita imposta dalla società, come il matrimonio, il posto fisso, la famiglia… percepiti come una forzatura. Non siamo noi a decidere se è bene o male vivere rispettando questi nuovi ideali, ma sappiamo che ogni decisione va calcolata nel dettaglio e programmata. 

Quindi qualsiasi sia la scelta lavorativa di preferenza non bisogna dimenticare che si deve imparare a camminare prima di correre, e che le esperienze fatte nelle grandi aziende, buone o cattive, sono necessarie e soprattutto ti concedono la sicurezza finanziaria in un momento di crescita personale. 

 

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I nuovi INdipendenti e il loro ecosistema

Qualsiasi siano le ragioni, sempre più giovani professionisti optano per la partita Iva e il lavoro indipendente. In Europa, lʼItalia è la nazione che conta il maggior numero di lavoratori indipendenti con gli oltre 5 milioni di unità, secondo i dati ISTAT sul mercato del lavoro. Di questi, 4 milioni sono giovani tra i 25 e i 34 anni, spesso laureati e che ricoprono posizioni al vertice della piramide professionale. Viene da chiedersi come sia possibile per questi professionisti trovare clienti e contratti che gli permettano di costruirsi un futuro stabile. In Italia, così come nel resto del mondo, sta crescendo il fenomeno dellʼesternalizzazione o outsourcing. Proiezioni di mercato, ricavate dal report Global Outsourcing Services Market 2022, parlano di una crescita annua del mercato dellʼoutsourcing superiore al 5%, e che toccherà quota 904.948 miliardi di dollari americani annui nel 2027. Inoltre, il mercato delle agenzie di settore è sempre più specializzato nellʼinterazione con team interni ed esterni, creando così relazioni tra colleghi al pari delle aziende tradizionali. Le ragioni principali per questo cambiamento epocale nella concezione del lavoro, spesso risiedono nella necessità delle aziende di continuare a produrre e crescere nonostante lʼincertezza registrata negli ultimi anni. Ecco che lʼoutsourcing offre la possibilità di acquisire professionisti altamente qualificati per svolgere dei compiti in una fascia di tempo predeterminata, permettendo così di avere un controllo maggiore sul budget.

Il matrimonio s’ha da fare

Le principali esigenze dei professionisti odierni sono la flessibilità e la possibilità di operare in un ambiente lavorativo interconnesso, intercambiabile, e più stimolante. Questo approccio sposa perfettamente lʼindustria, che necessita di attingere a vari livelli di expertise e capacità in un mercato del lavoro che diventa sempre più “liquido”, per usare il termine evocativo del sociologo e filosofo Zygmunt Bauman. Però, in un mercato in evoluzione, bisogna tenere conto di certe dinamiche dalle traiettorie ancora incerte prima di fare previsioni sulla reale affidabilità del nuovo modello. 

Anche se i numeri dicono che ci sono molti “indipendenti”, cʼè sempre da tenere conto di una piaga che inquina la limpidezza di questi dati, ovvero il fenomeno delle partite Iva false. Ci sono settori in cui il fenomeno è molto sviluppato e, al contempo, mal regolato. Cʼè però una nota, che potrebbe essere definita più un dato che una semplice statistica. Si tratta dellʼindagine “Dopo il Diploma” del portale studentesco Skuola.net che ha intervistato i neodiplomati chiedendo loro che tipo di professionista vogliono diventare. Un neodiplomato su quattro desidera costruire la propria impresa, mentre il 23% vuole rimanere indipendente e decidere con chi e come lavorare. 

È opportuno chiarire che la partita Iva e il lavoro indipendente nascondono delle insidie e, talvolta, portano instabilità, sia economica che emotiva. Ma la sensazione è che il vecchio modello di lavoro non sembra più così attraente. Nonostante non tutti i lavori si possano fare in smart working, i giovani professionisti sembrano preferire questa nuova modalità di lavoro. Come dimostra anche il proliferare del job hopping, che spinge i professionisti a cambiare azienda con elevata frequenza. In conclusione, nessuno può sapere quale sarà il futuro del vecchio posto fisso, ma di certo, viste soprattutto le condizioni dellʼattuale situazione economica a livello mondiale, avere unʼopzione anche part time aiuta sempre.

 

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Articolo pubblicato su Millionaire di settembre 2023.

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