FTX e Binance: dall’offerta di acquisizione alla bancarotta

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In sole 72 ore le due società sono riuscite a stringere un’accordo, scioglierlo e mandare in bancarotta FTX facendo crollare le crypto.

 

Come hanno fatto le due società più grandi del mondo cripto a fare tutto questo caos? E soprattutto perchè? Per dare una risposta è necessario fare qualche passo indietro partendo dallo scorso 8 novembre, quando Binance, il più grande exchange di criptovalute al mondo, aveva firmato una lettera di intenti per acquisire la rivale FTX, il secondo più grande scambio di criptovalute gestito da Sam Bankman Fried. Una svolta inaspettata dato lo scontro avvenuto sui social tra i fondatori delle due società nei giorni precedenti. Questi ultimi, infatti sono stati giorni di fuoco per le crypto, la moneta nativa di FTX, FTT è crollata inizialmente del 33% dando spazio a profondi timori riguardo all’insolvenza e al valore crittografico, arrivando fino al fallimento totale. Ma facciamo un passo alla votla. Dopo l’accordo annunciato su Twitter dai due fondatori sembrava andare tutto a gonfie vele, poi però è successo qualcosa. E l’accordo è saltato.

Nei giorni scorsi, Changpeng Zhao aveva annunciato pubblicamente che stava liquidando le partecipazioni FTX di Binance, per un valore di circa 500 milioni di dollari. Il 7 novembre, poi, Zhao avrebbe ricevuto un’offerta da Caroline Ellison, CEO di Alameda Research, la quale gli proponeva di acquistare le partecipazioni FTX di Binance per 22 dollari a token. Dal canto suo però il fondatore di Binance aveva risposto con un tweet dichiarando: “Penso che rimarremo nel libero mercato”, rifiutando così l’offerta ricevuta.

Ma qual è il vero motivo dietro a queste dichiarazioni? Secondo quanto dichiarato dal fondatore stesso, la preoccupazione di Changpeng Zhao, era dovuta a un articolo pubblicato lo scorso 2 novembre su Coindesk, in cui erano stati sollevati dubbi sulla solvibilità del bilancio di Alameda research. Quest’ultima risultava infatti indebitata per 8 miliardi, garantiti proprio dai token: FTT e Solana. Qualcosa però ha fatto riflettere il fondatore di Binance, il quale nel pomeriggio dell’8 novembre invece ha dichiarato in un tweet: “FTX ha chiesto il nostro aiuto. C’è una significativa crisi di liquidità. Per proteggere gli utenti, per tanto abbiamo firmato una lettera di intenti non vincolante, con l’intenzione di acquisire completamente FTX e contribuire a coprire la crisi di liquidità. Condurremo una due diligence completa nei prossimi giorni”.

 

Changpeng Zao, CEO di Binance, e Sam Bankman-Fried, CEO di FTX. ©Montagem Valo/Divulgação

Il retrofront

A sole 24 ore dall’annuncio però qualcosa ha fatto riflette il fondatore di Binance spigendolo a ritirare la sua proposta. La società, come aveva già dichiarato avrebbe effettuato una due diligence prima di formalizzare l’accordo e così è stato. Sono bastate poche ore di due diligence alla società di Changpeng Zhao per scegliere di non portare avanti l’operazione. Fonti interne dell’azienda hanno rivelato al Wall Street Journal che, dopo aver esaminato i libri aziendali: «Anche se la nostra speranza era quella di poter supportare i clienti di Ftx per fornire liquidità, i problemi sono al di fuori del nostro controllo o della nostra capacità di aiutare».

È stato proprio Changpeng Zhao a specificare i motivi per cui l’accordo non è potuto andare a buon fine attraverso un tweet in cui ha dichiarato: «A seguito della due diligence aziendale, nonché delle ultime notizie relative a fondi dei clienti gestiti in modo improprio e presunte indagini di agenzie statunitensi, abbiamo deciso che non proseguiremo con la potenziale acquisizione di Ftx».

 

Il crollo di FTX

Venerdì 11 novembre, la caduta. FTX dichiara bancarotta. Il fallimento è stato dichiarato facendo ricorso al Chapter 11, ovvero la bancarotta assistita che consente alla società di continuare ad operare mentre negozia con i creditori. Nel procedimento sono coinvolte anche Alameda Research e 130 società affiliate.

Ma cosa è successo? Ftx ha visto il proprio capitale, economico e di reputazione, dissolversi in pochi giorni, passando da una valutazione di 32 miliardi al fallimento. Il tracollo è cominciato proprio dal momento in cui Changpeng Zhao ha messo in evidenza i rischi della struttura di FTX. Al momento i clienti di FTX non possono prelevare i propri fondi, mentre chi aveva acquistato Bitcoin o altre criptovalute ha visto crollare il valore del proprio investimento. Infatti, la decisione della società ha avuto pesanti ripercussioni anche sul mercato delle criptovalute generale: il bitcoin ha perso il 5,71% a 16.791 dollari, ethereum invece cede il 5,15% a 1.252,66 dollari, XRP perde il 5,95% a 0,3734 dollari. A differenza di un anno fa, in cui al 9 novembre del 2021 bitcoin era a una quota di 68 mila dollari.

Il crollo di FTX  può essere considerato un altro grave campanello d’allarme per tutti gli investitori di criptovalute che nutrono apprensioni sul valore delle risorse digitali e sul funzionamento degli exchange.

 

 

 

 

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