Giornata mondiale della felicità, ecco i Paesi più felici del mondo

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Il Paese più felice del mondo? È la Finlandia, secondo il Rapporto Mondiale sulla Felicità dell’Onu. Il report misura il livello di felicità degli abitanti di 156 Paesi e degli immigrati presenti in 117 Paesi. Nella prima classifica l’Italia è al 47esimo posto, nella seconda al 39esimo. In entrambe è in testa la Finlandia.

Reddito pro capite, sostegno sociale, aspettativa di vita in buona salute, libertà, generosità e assenza di corruzione sono le principali variabili utilizzate per l’analisi. In base ai sondaggi raccolti tra il 2015 e il 2017, dopo i finlandesi, i più felici al mondo sono gli abitanti di Norvegia, Danimarca, Islanda, Svizzera, Olanda, Canada, Nuova Zelanda, Svezia e Australia. Il Nord Europa è l’area più felice del Pianeta. Benché più ricchi Gli Stati Uniti sono 18esimi, penalizzati da obesità e depressione. Hanno perso quattro posizioni rispetto allo scorso anno. In fondo alla classifica si trova il Burundi.

«La ricerca della felicità è uno scopo fondamentale dell’umanità»

Il World Happiness Report nasce nel 2012, quando le Nazioni Unite hanno proclamato per il 20 marzo la Giornata internazionale della felicità, chiedendo ai governi «un approccio più inclusivo, equo ed equilibrato alla crescita economica che promuova lo sviluppo sostenibile, l’eradicazione della povertà, la felicità e il benessere di tutte le persone», riconoscendo che «la ricerca della felicità è uno scopo fondamentale dell’umanità». Il rapporto 2018 è stato realizzato con il supporto della Fondazione Ernesto Illy.

rapporto felicità

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1 COMMENTO

  1. quando conta l”autovalutazione e quando invece una capacità dell”organizzazione di comprendere e valorizzare una risorsa????? Quando questa società consente e tollera i fallimenti che precedono la scoperta di noi stessi?????? La ricerca di sicurezza coincide con la ricerca della felicità????? Penso che nella vita ci voglia schiena dritta, penso anche che come in ogni scuola, anche quella lavorativa, deve dotarsi di facilitatori in grado di chiarire i percorsi. Maslow scopri la scala dei bisogni, Marx comrpese che fin quando la materialità avesse prevalso sull”immaterialità non ci sarebbe stato spazio per l”emancipazione. Oggi in molti lavorano per avere qualcosa di vendibile da scrivere sul curriculum-e come biasimarli-il bisogno di riempire la pancia è ancora prioritario ed esistenziale rispetto alla felicità e a volte non è scontato soddisfarloci vuole la cultura del viaggio nella vita, imparare a partire rischiando di perdersi contro certe crisi culturali che immobilizzano..ma ho fiducia che i ventenni siano molto più pronti di quanto lo siamo stati noi alla stessa etàalla mia età si rischia di essere vinti per non averci provato primama al di la della giustezza del suo pensiero che condivido in pieno servono politiche del lavoro che guardino alla persona, perchè il lavoro quello giusto, è il principale strumento per migliorarsie migliorare la società che ci circonda.

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