Giornata mondiale delle gentilezza, ecco quanto conta sul posto di lavoro

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Per la maggior parte dei lavoratori è un punto di forza: crea spirito di squadra, migliora la produttività, aumenta la motivazione, soprattutto se ad essere gentili sono capi e leader d’azienda. Ma c’è anche considera la gentilezza sinonimo di illusione, debolezza o una tattica per avere in cambio dei vantaggi. Il 10,2% considera poi l’ambiente di lavoro troppo competitivo e quindi non adatto ad atteggiamenti “teneri”. È il quadro che emerge da un’indagine di InfoJobs su un campione di 2000, pubblicata in occasione della Giornata mondiale della gentilezza, il 13 novembre.

Per il 64,3% degli intervistati nel mondo del lavoro c’è sempre spazio per la gentilezza, per il 25,4% tutto dipende da contesto, ruolo e settore lavorativo, solo uno su 10 crede che non sia l’ambiente adatto.

La gentilezza di capi e colleghi

La ricerca mette anche in luce le caratteristiche che dovrebbe avere un buon capo gentile. 1) Ha spirito di squadra: non esiste “io” ma “noi”, per successi e fallimenti (38%). 2) Guida il team al raggiungimento degli obiettivi, senza imporre idee e metodi (24%). 3) Premia i risultati e analizza gli insuccessi senza colpevolizzare (23%). 4) Sa ascoltare e gratificare (15%).

Il ritratto ideale si scontra spesso però con la realtà. Secondo il 41,5% degli intervistati il proprio capo non considera la gentilezza un elemento importante e per il 17,5% prevale una leadership più rigoroso, che non lascia molto spazio ai comportamenti affabili.

E tra colleghi? Il supporto nelle difficoltà o nella distribuzione dei carichi di lavoro sembra essere la principale manifestazione di gentilezza (61%), seguita dalla condivisione di successi e fallimenti (20%). Scarseggiano invece ascolto (9%) e piccole attenzioni quotidiane, come un caffè (10%).

E ai tempi del Covid-19

Anche nell’anno della pandemia e in tempi di smart working, la gentilezza non perde il suo peso sul lavoro. La maggior parte dei lavoratori dice di aver compiuto dei gesti gentili negli ultimi sei mesi, verso colleghi ma anche verso il capo. Il 26% invece lamenta una perdita di empatia, dovuta alla pressione del momento e alla riduzione delle occasioni di incontro.

Solo il 24% degli intervistati afferma di lavorare in un ambiente nel quale la gentilezza è promossa attivamente con attività di team building o iniziative volte alla socialità tra colleghi, per il 26,1% viene incentivata solo a parole, per il 32,6% la propria azienda non la considera importante, per il 17,3% è demandata al singolo.

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