GoStudent chiude un round da 300 milioni. Ora vale 3 miliardi. Il Ceo: «Per fare startup? Parti da un problema, guarda al futuro e investi nel team»

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Da sinistra Gregor Müller, co-founder e Coo di GoStudent, e Felix Ohswald, co-founder e Ceo

La piattaforma per le ripetizioni online annuncia un nuovo round serie D da 300 milioni di euro e raggiunge così una valutazione di 3 miliardi. Fondata nel 2016 da due austriaci poco più che ventenni, Felix Ohswald e Gregor Müller, oggi GoStudent è l’azienda edtech più valutata in Europa.

Negli ultimi due anni, complici pandemia e lockdown che hanno accelerato la crescita dell’intero settore, la scaleup ha attirato nuovi utenti e investitori. Nel 2021 il volume delle sessioni sulla piattaforma è decuplicato, passando da 150mila a oltre 1,5 milioni di lezioni prenotate ogni mese. L’azienda ha chiuso due round (e con quello di oggi la raccolta totale ammonta a oltre 590 milioni). Dallo scorso anno è attiva anche in Italia. Ha aperto una sede a Milano, che conta più di 100 dipendenti. E prevede nuove assunzioni per il 2022.

«A GoStudent perseguiamo da sempre un obiettivo molto ambizioso: offrire guida e supporto agli studenti durante tutto il percorso scolastico affinché ogni ragazzo possa essere messo nelle condizioni di dispiegare a pieno il proprio potenziale» ha commentato Felix Ohswald, co-fondatore e Ceo di GoStudent.

«La didattica è stata recentemente al centro di numerosi cambiamenti e questo ci sta offrendo un terreno molto fertile per poter introdurre nuovi metodi di apprendimento e rendere l’istruzione di qualità sempre più accessibile» ha aggiunto. La sua missione? «Rivoluzionare la didattica».

Oggi la scaleup conta più di 1300 dipendenti in 22 Paesi e 15mila tutor freelance. Offre videolezioni individuali su oltre 30 materie a studenti di ogni età e livello, dalle elementari all’università. E punta ad affermarsi come leader mondiale nel settore delle ripetizioni («la scuola numero 1 al mondo»).

L’idea è nata da una chat su WhatsApp

Tutto inizia nel 2015 da una chat su WhatsApp. Felix, allora 21enne, ha già una laurea in matematica a Cambridge e studia Quantitative Finance all’ETH di Zurigo. Si ritrova spesso ad aiutare il fratello e i suoi compagni di classe con i compiti di matematica su WhatsApp. Ed è lì che si rende conto dei bisogni degli studenti e intravede l’opportunità. Ne parla con l’amico Gregor Müller, 23 anni, laurea in Business Administration e un’azienda già avviata alle spalle. Insieme creano GoStudent.

«Il consiglio che do sempre a chi vuole avviare una startup o sviluppare una nuova tecnologia è di fermarsi a riflettere su due punti: cosa si vuole risolvere e perché. Noi ci eravamo accorti della forte richiesta di ripetizioni e di aiuto con i compiti. E l’idea di GoStudent è nata proprio dal desiderio di colmare una lacuna esistente e correre in soccorso degli studenti di tutto il mondo» ci racconta Ohswald.

«Avere una visione chiara su ciò che si vuole innovare e perché è il primo passo. Poi è fondamentale quantificare la “domanda”, identificare i benefici che un progetto potrebbe apportare alla società e proiettare la propria idea di business nel futuro, in termini di longevità e scalabilità, anche a livello internazionale».

All’inizio l’app, lanciata nell’estate del 2016, offre agli utenti una chat per i compiti. Nel 2018 la startup apre il suo primo ufficio nel seminterrato di una scuola di vela. E cambia approccio. Inizia a offrire ripetizioni 1:1 online, su misura, con tutor qualificati. Poi introduce gli abbonamenti. Intanto gli utenti aumentano, la startup cambia sede, il team quadruplica e supera i 160 dipendenti. GoStudent si espande così in nuovi mercati, partendo da Francia e Spagna.

Nel 2020 chiude un round da 13,3 milioni di euro. Ed è ancora solo l’inizio. A marzo 2021 l’azienda raccoglie altri 70 milioni, a giugno un round serie C da 205 milioni porta la valutazione di GoStudent a 1,4 miliardi. La startup diventa unicorno e l’azienda edtech con la più alta valutazione in Europa. Nello stesso anno, dopo aver aperto in diversi Paesi europei, sbarca oltreoceano, in Canada, Messico, Cile, Colombia.

«Anche se si crede nella propria idea con tutto il cuore, ci vuole tempo e molta tenacia per riuscire a convincere gli altri e trovare qualcuno che sposi il nostro progetto» sottolinea Ohswald, che agli aspiranti startupper consiglia poi di prepararsi ad affrontare sfide ed eventuali battute d’arresto e investire risorse nel team. «Circondarsi di persone talentuose, su cui poter contare e con cui condividere la stessa missione, è fondamentale per far sì che la propria startup continui a crescere e ad avere successo».

“Cresceremo ancora in Italia”

L’ultimo round, appena annunciato, è guidato da Prosus, gruppo globale di internet al consumo. All’operazione hanno partecipato anche Deutsche Telekom, SoftBank Vision Fund 2, Tencent, Dragoneer, Left Lane Capital e Coatue.

Con le nuove risorse l’azienda punta a ampliare la propria offerta, espandersi ancora all’estero e consolidarsi nei mercati in cui è già presente, incluso il nostro Paese.

«L’Italia rappresenta un tassello chiave all’interno del disegno di espansione globale di GoStudent. Questo nuovo finanziamento ci permetterà di consolidarci ulteriormente nel mercato italiano. E far sì che sempre più studenti, di qualsiasi età e da ogni angolo della penisola, possano avere accesso alla nostra piattaforma» ha spiegato Ricardo Reinoso, Country Manager di GoStudent in Italia.

Info: www.gostudent.org/it

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