Guerra dei dazi sulle auto elettriche cinesi: opportunità o rischio?

Di
Redazione Millionaire.it
13 Giugno 2024

La recente decisione della Commissione Europea di imporre dazi fino al 48% sulle auto elettriche cinesi ha sollevato un dibattito intenso sul futuro del mercato automobilistico e delle relazioni commerciali tra Europa e Cina. Questa misura, nata dall’indagine anti-dumping iniziata nove mesi fa, mira a contrastare la concorrenza sleale derivante dai sussidi statali cinesi ai produttori di auto elettriche, come BYD, Geely e SAIC. La realtà è che in ballo non c’è solo un settore importante, ma nemmeno isolato. C’è in gioco l’equilibrio politico / economico tra i due blocchi in un momento particolare nel quale l’Europa dice di voler puntare sulle auto e sul trasporto elettrico, ma a livello di materie prime e costi di produzione è in affanno e dipende proprio dalla Cina.

 

Motivi e impatto dei dazi

La decisione di Bruxelles si basa sulla necessità di proteggere l’industria automobilistica europea, che si trova in difficoltà di fronte ai prezzi competitivi delle auto cinesi. Le auto elettriche cinesi hanno infatti invaso il mercato europeo con prezzi inferiori ai costi di produzione grazie ai sussidi statali, portando la loro quota di mercato all’8% nel 2023. La Commissione Europea ha deciso di applicare dazi del 17,4% per BYD, del 20% per Geely e del 38,1% per SAIC, con un dazio medio del 21% per altri produttori collaborativi.

L’imposizione di dazi mira a livellare il campo di gioco e a dare respiro ai produttori europei, che stanno cercando di rafforzare la loro presenza nel settore delle auto elettriche in vista del divieto di vendita di auto a combustibili fossili entro il 2035. Tuttavia, questa misura non è priva di rischi.

 

Ritorsioni e conseguenze economiche

La Cina ha già espresso il suo disappunto, minacciando ritorsioni che potrebbero colpire settori chiave dell’economia europea. Le relazioni commerciali tra i due blocchi sono delicate e un’escalation potrebbe avere ripercussioni significative su vari settori industriali e sulla catena di approvvigionamento globale.

 

Un mercato in evoluzione

Un punto cruciale della discussione riguarda la qualità delle auto elettriche cinesi. Questi veicoli, spesso sottovalutati per la loro provenienza, hanno dimostrato di essere competitivi non solo per il prezzo, ma anche per la qualità. Aziende come BYD e Geely hanno sviluppato tecnologie avanzate che competono con i marchi europei, sfidando lo stereotipo dei prodotti “scadenti”.

 

Benefici e svantaggi dei dazi

L’implementazione dei dazi potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio. Da un lato, protegge i produttori europei e promuove la produzione interna; dall’altro, potrebbe aumentare i prezzi per i consumatori e ridurre la varietà di scelta sul mercato. Inoltre, le ritorsioni cinesi potrebbero colpire le esportazioni europee, aggravando le tensioni economiche globali e colpire altri settori essenziali, come, per esempio i microchip e le terre rare che servono proprio per produrre le batterie.

 

Un equilibrio necessario

È quindi opportuno aprire una guerra commerciale con la Cina? La risposta non è semplice. Proteggere i prodotti europei è fondamentale per mantenere la competitività e l’occupazione nel continente. Tuttavia, è altrettanto cruciale trovare un equilibrio che non sfoci in un conflitto commerciale prolungato che potrebbe danneggiare entrambe le economie. Un dialogo costruttivo tra le parti, cercando soluzioni che contemperino le esigenze di protezione del mercato europeo e il mantenimento di rapporti commerciali equilibrati con la Cina, sembra essere la via più prudente.

 

In conclusione, la questione dei dazi sulle auto elettriche cinesi è complessa e richiede una valutazione attenta delle conseguenze a lungo termine. Di fatto è solo la punta dell’iceberg dei rapporti tra Unione Europea e la Cina. Proteggere l’industria europea è fondamentale, ma lo è altrettanto evitare un’escalation che potrebbe avere ripercussioni globali. Il futuro delle relazioni commerciali tra Europa e Cina dipenderà dalla capacità di trovare un compromesso sostenibile e vantaggioso per entrambe le parti.

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