Il 65% degli studenti italiani ammette di utilizzare ChatGPT per ‘fare i compiti’.

Di
Redazione Millionaire.it
21 Maggio 2024

L’impatto di ChatGPT tra gli studenti italiani: curiosità, ricerca e giudizio critico a rischio?

La tecnologia pervade ogni aspetto della nostra vita e l’intelligenza artificiale (IA) sta trovando un ruolo sempre più rilevante nel settore educativo. Una recente ricerca condotta da TGM Research per conto di NoPlagio.it, piattaforma di software antiplagio e rilevatore di contenuti IA, ha messo in luce un dato sorprendente: il 65% degli studenti italiani tra i 16 e i 18 anni utilizza ChatGPT e strumenti simili per fare i compiti e scrivere saggi. Lo studio ha coinvolto 1007 studenti italiani, rivelando che l’uso dell’IA nelle scuole è ormai una pratica diffusa. Tuttavia, questa tendenza solleva importanti interrogativi su come l’uso eccessivo di ChatGPT possa influenzare negativamente la curiosità, la capacità di ricerca e il giudizio critico degli studenti.

 

Dati principali della ricerca

Secondo lo studio, il 65% degli studenti utilizza l’IA per compiti e saggi, ma l’utilizzo di questi strumenti è ancora più variegato:
– Il 71% degli studenti cerca informazioni tramite l’IA.
– Il 60% utilizza l’IA per svolgere compiti quotidiani.
– Il 33% degli studenti impiega l’IA per l’apprendimento autonomo.
– Il 18% usa questi strumenti per rispondere a test.
– Il 21% sfrutta l’IA come assistente personale.
– Il 13% utilizza l’IA specificamente per scrivere saggi.

Geograficamente, l’uso dell’IA è più diffuso nelle città di Napoli (60%), Torino (60%), Milano (56%) e Roma (53%). Inoltre, i sedicenni risultano essere leggermente più attivi nell’uso di questi strumenti rispetto ai diciottenni, con un tasso di utilizzo superiore del 3%.

 

Curiosità e ricerca a rischio?

La curiosità è il motore dell’apprendimento. Spinge gli studenti a esplorare nuovi argomenti, a porre domande e a cercare risposte autonomamente. Tuttavia, quando gli studenti si affidano eccessivamente a ChatGPT per ottenere informazioni e completare i compiti, c’è il rischio che questa curiosità innata venga soppressa. Invece di sviluppare il desiderio di scoprire e comprendere, gli studenti potrebbero limitarsi a ricevere passivamente le risposte fornite dall’IA.

La capacità di condurre ricerche approfondite è una competenza essenziale che potrebbe essere compromessa. La ricerca non è solo una questione di raccogliere informazioni, ma implica anche la valutazione critica delle fonti, la comprensione di diversi punti di vista e la sintesi delle informazioni in modo coerente e significativo. Il 54% degli studenti intervistati esprime dubbi sulla fiducia nei contenuti prodotti da ChatGPT, indicando una consapevolezza dei limiti di queste tecnologie. Tuttavia, questo dato evidenzia anche una potenziale mancanza di strumenti per valutare correttamente le informazioni ottenute.

 

Bias e pregiudizi dell’IA

Un’altra preoccupazione significativa riguarda i bias nei contenuti generati dall’IA. Gli algoritmi di intelligenza artificiale apprendono dai dati su cui sono addestrati e, se questi dati contengono pregiudizi, l’IA rischia di perpetuarli. Il 32% degli studenti crede che i contenuti generati dall’IA possano riflettere i pregiudizi presenti nei dati di addestramento. Questo problema è particolarmente rilevante perché i bias possono influenzare in modo subliminale le opinioni degli studenti, specialmente se non sono adeguatamente consapevoli dei rischi.

Il 57% degli studenti non crede che l’IA possa influenzare significativamente l’opinione pubblica, ma un 21% teme che questo rischio sia reale. Un altro 20% ritiene che sia possibile evitare tali rischi attraverso politiche di controllo e restrizioni governative. Questo mostra che, sebbene ci sia consapevolezza dei rischi, c’è ancora incertezza su come affrontarli efficacemente.

 

Giudizio critico e pensiero analitico

Il giudizio critico è una competenza fondamentale in un mondo in cui le fake news e la disinformazione sono sempre più diffuse. Se gli studenti si abituano a prendere per buone le risposte fornite dall’IA senza metterle in discussione, potrebbero diventare meno capaci di distinguere tra informazioni accurate e fuorvianti. Solo il 25% degli studenti ritiene affidabile lo strumento IA, ma il fatto che un quarto degli intervistati si fidi ciecamente dell’IA è preoccupante.

 

Un utilizzo consapevole dell’IA

Per mitigare questi rischi, è fondamentale promuovere un uso consapevole dell’IA nelle scuole. Klaus Chorst, uno dei fondatori di NoPlagio.it, sottolinea l’importanza di un utilizzo consapevole dell’IA per contrastare l’ignoranza e promuovere l’educazione critica. Gli insegnanti devono essere formati sull’uso dell’IA e sui suoi limiti, in modo da poter guidare gli studenti in un utilizzo critico e informato.

Guardando al futuro, il 68% degli studenti prevede di continuare a utilizzare l’IA. Questo dato è leggermente più alto tra i ragazzi (71%) rispetto alle ragazze (65%). In particolare, i diciottenni si mostrano più propensi a continuare a usare l’IA rispetto ai sedicenni (71% contro 63%). Tuttavia, il 64% degli studenti rimane preoccupato per un uso potenzialmente illimitato e incontrollato dell’IA.

 

Confronto internazionale

Comparando i dati con quelli di altri paesi europei, emerge che l’uso dell’IA per scopi educativi è diffuso anche in Germania e Spagna. In Spagna, il 70% degli studenti utilizza l’IA, seguita dalla Germania con il 63%. Questi dati evidenziano una tendenza comune in Europa verso l’integrazione dell’IA nell’educazione, ma anche la necessità di affrontare le stesse preoccupazioni e sfide legate a un utilizzo equilibrato e consapevole.

 

L’intelligenza artificiale offre opportunità significative per migliorare l’educazione, ma è essenziale bilanciare il suo uso con l’insegnamento di competenze fondamentali come la curiosità, la ricerca e il giudizio critico. Solo attraverso un approccio equilibrato possiamo garantire che gli studenti non diventino semplicemente consumatori passivi di informazioni generate dall’IA, ma piuttosto partecipanti attivi e critici nel loro processo di apprendimento.

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