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Il futuro è senza mani sul volante

Attesa per l’ok dell’UE su un importante provvedimento

Entro la fine dell’estate l’Unione europea si dovrà pronunciare in merito alle auto a guida autonoma. Primo passo: l’approvazione della fase 4, che consentirebbe a un numero circoscritto di autoveicoli di circolare con tale modalità.

La tecnologia è diventata una componente imprescindibile delle nostre vite. Dagli smartphone, alla domotica, ai dispositivi che sostituiscono alcune delle nostre azioni quotidiane. Non è esente ovviamente il comparto automobilistico, che sta attraversando un’autentica rivoluzione per quanto concerne l’alimentazione dei veicoli, ma anche per l’apparato digitale a bordo, che mira a rendere la guida sempre più confortevole, limitando al contempo i pericoli.

Era intuibile, alla luce di ciò, che la tendenza fosse quella di una guida sempre più autonoma nella quale il conducente avrà il solo compito di impostare la destinazione. Un futuro di certo prossimo, ma non plausibile senza l’adeguamento delle infrastrutture. Lo sa bene la commissione UE che ha intenzione entro la fine dell’estate le normative per l’omologazione delle auto autonome, saranno necessari due nuovi provvedimenti, un atto delegato e uno d’esecuzione.

 

Cosa dobbiamo aspettarci?

Si passerebbe alla fase 4, quella in cui gli Stati dell’Unione europea daranno l’autorizzazione per la guida autonoma a 1.500 auto per ciascun modello ogni anno. Sarebbe lo step più avanzato rispetto ai 5 di cui si compone il processo di automatizzazione della guida, quella regolata dalla scala ADAS, ovvero Advanced driver-assistance system. In questa fase verrebbe riconosciuta alla vettura la capacita di effettuare un viaggio senza guidatore, in grado comunque di prendere il volante in caso di necessità.

Ciò che pare più vicino a uno scenario futuristico è la fase 5, dove l’auto potrà fare tutto da sé, senza l’ausilio del conducente e senza la dotazione per una guida manuale, quindi volante, cambio e pedali. Le tecnologie self-driving di fase 3 sono già in uso in alcuni mercati esteri, il piano stilato dall’UE ne tiene conto, sebbene l’obiettivo finale sia quello di arrivare ad avere dei veicoli in fase 4, che oggi è limitato solo ad autobus e robotaxi.

 

Auto a guida autonoma: tra propulsione standard e elettrificazione

Sebbene nella maggioranza dei casi la guida autonoma faccia rima con elettricità e di conseguenza risparmio energetico, il fine ultimo è quello di aumentare gli standard presenti sulle strade europee, andando a limitare l’errore umano, responsabile per il 95% degli incidenti in strada. Secondo un’indagine svolta da Protolabs, il business che coinvolgerà la produzione di auto elettriche crescerà esponenzialmente, arrivando a creare un giro d’affari pari a 5.000 miliardi di dollari nei prossimi 7 anni.

Secondo lo studio, il cambiamento non giungerebbe attraverso le case automobilistiche attuali, ma passerebbe dall’entrata nel mercato di nuovi attori, già attivi nel campo tecnologico, come ad esempio Apple e Xiaomi. Le case automobilistiche presenti sul mercato sono già orientate verso una produzione sempre più tendente all’elettrico ed è difficile pensare che la guida autonoma non giochi un ruolo fondamentale all’interno del nuovo mercato automobilistico.

Gli investimenti nell’elettrico sono aumentati del 41% tra il 2020 e il 2021 e arriveranno a 330 miliardi di dollari complessivi tra il 2021 e il 2025. Una realtà con cui bisognerà fare necessariamente i conti e con un mercato destinato a cambiare, così come le abitudini degli automobilisti, prossimi a dire addio a volante, pedali e soprattutto… benzina.

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