Il pastificio Rummo salvato dalla rovina, dopo l’alluvione del 2015

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Sui social partì la campagna virale #SaveRummo, con lo slogan «l’acqua non ci ha mai rammolliti». Secondo un decreto del tribunale di Benevento, l’azienda potrà dilazionare i pagamenti ai creditori.

15 ottobre 2015, un’alluvione colpisce l’area del Sannio, in Campania, e un’ondata di acqua e fango investe lo storico pastificio Rummo, a Benevento, distruggendo macchinari e merce in magazzino. La Rete subito si mobilita con una campagna spontanea di solidarietà. #SaveRummo diventa virale. La pagina Facebook raggiunge 90mila like in un giorno. La produzione riprende, ma non basta. A causa dei debiti, l’azienda rischia grosso. Oggi però si apre una nuova prospettiva. Con decreto del 16 marzo, il tribunale di Benevento ha ammesso l’azienda al concordato preventivo in continuità. Significa che Rummo avrà la possibilità di dilazionare i pagamenti con le banche e presentare un piano di ristrutturazione.

Il giudice ha riconosciuto che l’azienda «ha subito danni di entità assai rilevante generati dall’alluvione che ha colpito l’area di insediamento dello stabilimento nell’ottobre del 2015: e tale evento viene prospettato come il fattore che ha determinato la crisi, attraverso le sue molteplici negative implicazioni».

Il piano prevede, a fronte di debiti per circa 97 milioni di euro, il rimborso in 5 anni.

Ora prosegue la trattativa con le banche per arrivare a una ristrutturazione del debito con rimborso in 10 anni. Il tribunale ha fissato per il 10 luglio l’assemblea dei creditori.

Rummo è un’impresa familiare che produce pasta di semola di grano duro dal 1846. Ha chiuso il 2016 con un fatturato di oltre 64 milioni di euro. La pasta Rummo è venduta in 45 Paesi.

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