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Imballaggi di plastica: in futuro li mangeremo

Gli imballaggi di plastica continuano la loro rotta inesorabile verso le discariche.

Solo nel nostro paese circa il 23% dei rifiuti urbani è costituito da plastica.

Tante le soluzioni che sono state pensate per ridurre la produzione di imballaggi, tutte fondate sull’educazione al riciclo e al riuso.

Eppure, c’è un terreno da poco esplorato che potrebbe portare ad una vera rivoluzione nelle nostre abitudini: mangiare la plastica.

In altre parole, in un futuro non molto prossimo potrebbero essere sul mercato una serie di packaging commestibili.

La novità viene dall’America grazie agli studi di David Edwards, ricercatore dell’Università di Harvard.

Edwards e il suo staff stanno già da tempo lavorando all’implementazione di WikiCells, una pellicola commestibile, formata con l’uso di un polimero biodegradabile e particelle alimentari.

Tra le sperimentazioni del gruppo, un imballaggio al pomodoro, uno all’arancia e uno al cioccolato.

Edwards non è l’unico a occuparsi di questo progetto innovativo.

L’azienda americana MonoSol, specializzata nella produzione di involucri idrosolubili,  con focus oggi nel campo dei detergenti, proporrà sul mercato imballaggi commestibili nel giro di pochi anni.

La compagnia ha guadagnato nello scorso anno ben 100 milioni di dollari, e il presidente Scott Bening, è sicuro che l’ingresso nel mondo del food aumenterà di gran lunga queste cifre.

Che le stime di Bening siano giuste o sbagliate, saranno due le sfide che  lui ed Edward avranno di fronte per affermare la loro futuristica idea

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  • Preservare l’igiene del prodotto durante la fase di trasporto
  • Convincere le persone a mangiare gli involucri del loro prodotto.
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Bening non ha perso tempo ed è alla ricerca di una soluzione soprattutto per vincere  il secondo dei challenge, aprendosi al parere di esperti di branding, come  Karin Hibma and Michael Cronan.

I due gli hanno consigliato di procedere in due direzioni:

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  • Richiamare la natura nella confezione.  Un packaging a forma di buccia di frutta, secondo gli esperti, potrebbe spingere il consumatore ad accettare di mangiarlo con più facilità.
  • Aggiungere sostanze nutrienti nel packaging.  Anche questa soluzione per gli esperti aiuterebbe a dare un valore in più al packaging e agevolarne l’acquisto.

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Cosa pensate di questo prodotto? Credete che potrebbe funzionare sul mercato?

 Giancarlo Donadio

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