In vacanza nel mondo in una fattoria (gratis, ma devi zappare)

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Si chiama WWOOF (acronimo che sta per opportunità in tutto il mondo nell’agricoltura bio), l’organizzazione che mette insieme fattorie in ogni parte del Pianeta disposte ad offrire vitto e alloggio gratis ai giovani per un periodo che può variare dalle due settimane ai sei mesi.

In cambio si chiede agli ospiti di lavorare dalle 4 alle 6 ore al giorno in mansioni varie (dalla mungitura, al giardinaggio, alla preparazione del pane e del formaggio, alle fasi di semina…).

Come partecipare

Se sei maggiorenne e ti interessa provare quest’avventura come primo passo vai sul sito www.wwoof.it e scegli il Paese e l’azienda nel quale intendi svolgere le attività.

Tieni presente che l’organizzazione copre gran parte del mondo: la trovi in Europa (Italia, Belgio, Olanda, Croazia, Russia…), in Asia (Cina, Bangladesh, Corea, Giappone…), in Africa (Ghana, Kenya, Nigeria, Sud Africa) e in Oceania (Australia, Nuova Zelanda).

Se vuoi iscriverti vai al sito e compila il modulo online. Ti verrà chiesto di pagare una quota associativa (25 euro l’anno) e di inviare tramite posta la ricevuta di pagamento e una foto formato tessera all’indirizzo: WWOOF Italia – via Casavecchia, 109 57022 Castagneto Carducci (LI). Dopodiché riceverai a casa la tessera per associarti e la garanzia della copertura assicurativa.

La tessera ti darà accesso alla lista di fattorie (hosts) disponibili in quel momento nel mondo e, una volta scelta quella giusta, dovrai contattarla direttamente per accordarti con il proprietario.

La storia

L’organizzazione nasce su iniziativa di Sue Coppard, giornalista londinese. Siamo nel 1971. La donna era stanca dei ritmi della metropoli e aveva nostalgia della campagna. È allora che decide di contattare una fattoria biologica nel Sussex e offrire aiuto in cambio di vitto e alloggio.

Dalla sua esperienza prende vita poi l’organizzazione no profit che conta sedi oggi in tutto il mondo.

INFO: http://www.wwoofinternational.org/

http://www.wwoof.it/it/

 

Giancarlo Donadio

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