Italia-UE: un divario da colmare

Di
Redazione Millionaire.it
7 Giugno 2024

Le statistiche recentemente pubblicate dal Sole 24 Ore sul divario Italia – UE (clicca qui per andare alla ricerca) delineano un quadro preoccupante per diverse regioni italiane, evidenziando una marcata disparità rispetto alla media europea. Ecco un’analisi dettagliata basata sui dati disponibili.

 

Calabria e il Pil pro capite
Il Pil pro capite della Calabria si ferma al 57,3 (su 100, media europea), poco più della metà rispetto alla media europea. Questo dato sottolinea una netta divisione tra le regioni settentrionali, come la Lombardia e la provincia di Bolzano, che superano la media europea (rispettivamente 129 e 130), e le regioni meridionali che rimangono significativamente indietro.

 

Abbandono scolastico in Sicilia
In Sicilia, quasi un giovane su quattro abbandona la scuola prematuramente, con un tasso di abbandono del 19,8%, ben al di sopra della media europea del 9,8%. Questo fenomeno contribuisce a un tasso di occupazione tra i 20 e i 64 anni che si attesta al 46,2%, molto inferiore alla media europea del 74,6%.

 

Povertà in Campania
La Campania registra un tasso di rischio povertà o esclusione sociale del 46%, quasi il triplo rispetto alla media europea del 16,5%. In particolare, il 37% della popolazione vive in famiglie con un reddito netto inferiore alle soglie di povertà, il 14% in condizioni di grave deprivazione materiale e il 22,2% in famiglie a bassa intensità lavorativa.

 

Divario di genere in Puglia
Il divario occupazionale tra uomini e donne in Puglia supera il 30%, ben al di sopra della media europea del 10,7%. Questo gap si riflette anche nella rappresentanza politica, con solo il 23% delle poltrone nelle assemblee regionali occupate da donne, contro il 33% a livello europeo.

 

Rischi climatici nel Sud
Il cambiamento climatico aumenta le disuguaglianze regionali, con le regioni del Sud Italia particolarmente vulnerabili. La mortalità correlata al caldo è in aumento, con stime di decessi che potrebbero raggiungere i 1573 per milione di abitanti entro il 2050, rispetto alla media europea di 1134.

 

Inquinamento e energie rinnovabili
La Pianura Padana soffre di gravi problemi di inquinamento da PM2,5, con Brescia che registra una perdita media di 1200 anni di vita ogni 100mila abitanti. In Sicilia, nonostante un grande potenziale, l’uso delle energie rinnovabili rimane insufficiente, con una “perdita” stimata di 1.677 megawatt annui per chilometro quadrato.

 

Spopolamento nelle province
Enna e Isernia sono tra le province più colpite dallo spopolamento, con una diminuzione di oltre 6 abitanti ogni mille nel decennio 2010-2021. Questo fenomeno è aggravato da un saldo naturale negativo e da un numero elevato di decessi rispetto alle nascite.

 

Qualità della governance
Cinque regioni italiane, tra cui Sicilia e Molise, si collocano tra le ultime 20 in Europa per la qualità della pubblica amministrazione. Questo indice valuta imparzialità, efficienza e assenza di corruzione, elementi chiave per il buon governo.

 

Conclusioni
Le disparità regionali in Italia sono evidenti e preoccupanti. Interventi mirati e politiche di coesione sono essenziali per colmare il divario e garantire uno sviluppo equilibrato e sostenibile in tutto il paese. Questi dati devono servire da spunto per un’azione concreta, mirando a migliorare le condizioni socio-economiche delle regioni più svantaggiate. E ci possono dare molti spunti di riflessione proprio in attesa delle prossime elezioni europee.

 

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