Jeff Bezos: 124 miliardi di dollari in beneficenza

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Il fondatore di Amazon Jeff Bezos vuole contribuire alla battaglia contro il cambiamento climatico donando 124 miliardi di dollari.

 

Il secondo uomo più ricco del mondo dopo Elon Musk ha raccontato in un’intervista alla CNN che sta cercando di capire come aiutare le cause che gli stanno più a cuore, inclusa la battaglia contro il cambiamento climatico. Questa è la prima volta che il miliardario svela di voler dare via la maggior parte dei suoi soldi.

Bezos infatti è stato criticato in passato per non aver firmato il Giving Pledge, campagna fondata da Warren Buffett e Bill Gates per incoraggiare i mega ricchi a contribuire con la maggior parte della loro ricchezza in beneficenza, attirando più di 230 firmatari tra cui Elon Musk e Mark Zuckerberg.

Bezos ha detto all’emittente statunitense che lui e la sua ragazza, la giornalista e filantropa Lauren Sanchez che frequenta dal 2019, dopo il divorzio, stanno cercando di capire a chi dare il denaro tra cause che stanno affrontando il cambiamento climatico e altre che affrontano i problemi umanitari.

 

Una settimana fa, all’inizio del vertice del COP27, il Bezos Earth Fund ha annunciato di vuole aumentare i fondi di un ulteriore miliardo di dollari entro il 2030 per aiutare a proteggere le riserve di carbonio e la biodiversità, aggiungendosi così ai 9 miliardi di dollari di fondi già impegnati per la causa.

Inoltre, la scorsa settimana è stato rivelato che la star della musica country Dolly Parton aveva ricevuto 100 milioni di dollari da Bezos. Proprio Parton, filantropa di lunga data, ha già fondato una serie di enti di beneficenza e ha investito 1 milione di dollari per lo sviluppo di un vaccino contro il covid durante la pandemia.

Questa è la terza donazione che Bezos ha fatto come parte del suo premio Courage and Civility, dopo sovvenzioni simili allo chef José Andrés e all’avvocato per il clima Van Jones.

Ha impegnato 10 miliardi di dollari in 10 anni per il Bezos Earth Fund, di cui Sánchez è co-presidente, e Amazon è una delle 300 aziende che hanno promesso di ridurre la propria impronta di carbonio entro il 2040 in linea con gli obiettivi dell’accordo di Parigi sul clima.

 

Ora che Bezos ha lasciato la carica di amministratore delegato di Amazon, ha sicuramente  più tempo a disposizione da dedicare alle sue passioni anche se continua a possedere circa il 10% del gigante dell’e-commerce ed è proprietario del Washington Post e la società di turismo spaziale Blue Origin.

Nell’intervista alla CNN Bezos ha raccontato: «Costruire Amazon non è stato facile. Ci è voluto un sacco di duro lavoro e una squadra di amici molto capaci. La filantropia è molto simile. È davvero difficile e ci sono anche molti modi in cui puoi fare cose ma inefficaci. Stiamo cercando di capire a chi dare questi soldi».

Nel 2018, Bezos è in cima alla lista dei 50 filantropi, una classifica dei maggiori donatori degli Stati Uniti compilata dal Chronicle of Philanthropy.

Bezos ha rifiutato di identificare una percentuale specifica o di fornire dettagli concreti su dove sarebbe stata probabilmente spesa.

 

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