KEAN LOACH VINCE A CANNES, PARLANDO DI LAVORO

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Ken Loach, regista

Il regista denuncia la situazione in Europa, dove lavorare, fare impresa in modo semplice, persino andare in pensione è difficile

 

Una denuncia, ma anche uno stimolo. E’ quello che si sente nelle parole del vincitore di Cannes Ken Loach, regista inglese che a 80 anni lotta ancora come un leone per denunciare, coi suoi film, le ingiustizie sociali. «Un altro mondo è possibile e necessario» ha dichiarato ricevendo la Palma d’oro. Un mondo dove le persone possono recuperare la loro dignità attraverso il loro lavoro, magari facendo impresa, senza illusioni assistenziali e umilianti pastoie burocratiche.

Ken Loach, regista

 

 Il film

Il suo ‘I, Daniel Black’ ha portato al regista la seconda Palma d’oro. Nel film, si parla di Daniel, un falegname che si trova intrappolato nella burocrazia: non può tornare al suo impiego, dopo un infarto, non può andare in pensione, per un modulo mal compilato. Al suo fianco, una giovane madre single con due bambini.

Daniel ha tanta voglia di lavorare ancora, tanta forza. E trasforma tutto in rabbiosa determinazione, per migliorare la vita della gente come lui, in un Paese che cerca di tappare i buchi della disoccupazione e arginare la nuova povertà di chi non ha lavoro con politiche assistenziali fallimentari.

La morale

Anche un festival del cinema, tra flash e paillettes, può dare uno stimolo a tutti, presentando uno spaccato di realtà. Che non riguarda solo la Gran Bretagna. Tutta Europa soffre di disoccupazione e burocrazia, l’Italia più di altri Paesi.

Speriamo che l’impegno di chi comunica la voglia di fare, compreso Millionaire, aiuti a cambiare le cose.

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