Leadership femminile, in Italia solo il 3% delle grandi aziende ha una Ceo donna

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In Europa la presenza di donne nei CdA è ferma al 35%. E meno di un’azienda su 10 (il 7%) è guidata da donne Ceo. In Italia la percentuale è ancora più bassa, è scesa al 3%, quattro punti in meno rispetto alla media. Lo rivela l’ultimo Gender Diversity Index 2021 (GDI), lo studio presentato oggi dall’associazione European Women on Boards, che ha tra i suoi membri l’italiana Valore D. Ogni anno EWoB monitora la rappresentanza di genere nelle più grandi aziende europee.

Il report 2021 conferma che la strada è ancora lunga per rompere il cosiddetto “soffitto di cristallo” verso una piena parità. Lo studio ha analizzato 668 società quotate di 19 Paesi europei. Considerando una scala da 0 a 1, in cui 1 rappresenta il 50% di donne in posizioni di vertice, il traguardo è ancora lontano: il GDI 2021 è allo 0,59 (solo in lieve crescita dallo 0,53 del 2019). A questi ritmi si stima che l’obiettivo europeo del 40% entro il 2025 non sarà raggiunto.

Nel 2021 c’è stato un aumento di appena l’1% rispetto al 2020 nella presenza femminile nei Cda. Una presenza ancora più ridotta nelle posizioni di vertice, che gli uomini occupano per l’81%, e tra i Ceo: su 668 aziende solo 50 sono guidate da donne, appena 8 in più rispetto al 2020.

«Visto che le donne rappresentano la maggioranza degli studenti universitari, è stupefacente vedere che poi solo il 7% delle aziende in Europa sia guidato da una donna. Deve esserci un cambiamento. Perché non possiamo permetterci di non impiegare una parte così importante dei nostri talenti» ha commentato Hedwige Nuyens, presidente di EWoB.

Il report rivela anche che le le aziende con Ceo donne hanno una maggiore presenza femminile nelle posizioni apicali, il doppio (38%) rispetto alla media (19%). Nelle grandi imprese guidate da uomini invece le donne vengono selezionate solo per un 30% delle posizioni vacanti.

I Paesi più vicini alla parità di genere sono Norvegia, Francia e Regno Unito. In fondo alla classifica: Svizzera, Polonia e Grecia. Ma il progresso è lento «anche in alcuni Paesi noti per essere generalmente “gender equal”, come quelli nordici» sottolinea Nuyens. «Anche lì il potere economico è concentrato in una cerchia ristretta che spesso esclude le donne».

Le donne ai vertici in Italia

Dal focus sull’Italia emerge che nel nostro Paese il GDI è di poco superiore alla media europea, 0,62, con una leggera crescita rispetto al 2020, al 6° posto nella classifica generale, davanti a Danimarca, Belgio, Olanda. Le migliori aziende italiane (su 33 analizzate) per Gender Diversity Index sono Unicredit, al 28° posto nella classifica generale, Reply, Fineco Bank e A2A.

L’Italia ha la più alta percentuale di donne nei Comitati di CdA/Consigli di Sorveglianza (47%), ma ha poche donne a capo dei CdA (15%) e nei livelli esecutivi (17%), pochissime e in calo (dal 4 al 3%) alla guida delle aziende. Siamo in fondo alla classifica per numero di Ceo, con Germania e Svizzera.

«Il dato è preoccupante e dimostra che siamo molto lontani dalla parità e che c’è ancora tanto lavoro da fare per cambiare la cultura aziendale» dice Paola Mascaro, Presidente di Valore D.

«È necessario accelerare, promuovere lo sviluppo della leadership inclusiva e creare una pipeline di talenti femminili».

Info: https://europeanwomenonboards.eu/

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