LeaveOn: un social network per persone “fuori”

0
1727

Luca Zivelonghi e Deny Cadorini un italiano e un americano per un progetto che potrebbe diventare importante: un nuovo social network che invece di incollare le persone a un computer le spinge fuori, negli spazi aperti.

Un’occasione per spiegare un progetto interessante, ma anche per parlare insieme di concetti fondamentali: emozioni, etica, privacy e occasioni per giovani startupper.

Non solo la presentazione di LeaveOn, ma la descrizione di un pezzetto di quella Silicon Valley italiana che ci piace continuare a immaginare.

Parlateci di voi. UnitStyle è un’agenzia di comunicazione con clienti importanti – Diesel, D&G, Morellato, Nestlè e Lottomatica, tra gli altri. Cosa vi ha spinto a provarvi nel mondo (affollato) dei social network?

[blockquote align=”center” variation=”teal”]Siamo convinti che il mondo del “mobile” avrà una ruolo primario nel futuro della comunicazione. Sin da quando sono nati i primi smartphone e il mondo delle app, abbiamo ritenuto fosse indispensabile creare un ramo della nostra azienda dedicato a questo settore.

Dopo numerose consulenze effettuate sul campo, abbiamo voluto metterci alla prova creando un’app tutta nostra.

Il fatto che ne sia nato un social network è semplicemente il risultato di un’intuizione… ovviamente lo studio della filosofia di LeaveOn e le successive strategie di comunicazione non hanno invece nulla a che fare con il caso.[/blockquote]

Come funziona LeaveOn e da dove nasce l’idea?

In un mondo invaso da social network che inchiodano i ragazzi in casa davanti al pc, noi volevamo utilizzare la stessa tecnologia per fare l’opposto. Volevamo creare un app che stimolasse le persone a uscire di casa e comunicare delle emozioni legate, perciò, a dei luoghi.

Ecco, in sintesi, come funziona:

Attraverso LeaveOn si possono lasciare messaggi chiamati “balloons”, localizzati nell’esatto punto in cui ti trovi, visibili solo lì, da chiunque abbia scaricato l’applicazione.

[blockquote align=”center” variation=”teal”]In poche parole è l’intelligente alternativa digitale dell’incidere un messaggio su un albero o scrivere su un muro; con l’ulteriore possibilità di lasciare una foto oltre al testo.

Si possono inoltre lasciare dei “balloons” privati a una persona presente nei propri contatti. In questo caso il destinatario riceverà una notifica e, se vuole vedere il messaggio, dovrà recarsi fisicamente nel posto in cui è stato inviato il balloon.

Nella sezione web http://www.leaveon.com è poi possibile vedere su una cartina i propri balloons e quelli dei propri amici posizionati nell’esatto punto in cui sono stati lasciati.[/blockquote]

Green, geolocalizzazione, web 2.0: questi sono i principi fondanti di LeaveOn. Un’applicazione che raccoglie, probabilmente, i più forti trend del momento. Con un’innovazione in più: il movimento. La vera innovazione, infatti, sta nel fatto che per vedere i baloon bisogna recarsi sul posto…

Esattamente. Alla gente piace moltissimo lasciare un segno della propria presenza in un luogo, soprattutto se quest’ultimo ha per loro un significato. È un po’ come rivivere tutte le emozioni vissute in quel luogo, proprio lì, nell’esatto punto in cui ti trovi.

C’è un’altra cosa di fondamentale importanza che distingue LeaveOn dagli attuali social network: il rispetto della privacy.

Con LeaveOn infatti non vengono richiesti dati che possano poi venire utilizzati a scopo di marketing. I messaggi lasciati non possono essere commentati né privatamente, né pubblicamente. Infine i propri amici non sono visibili da nessuno, nemmeno dagli amici stessi, come di fatto potrebbe essere nella vita reale!

Siamo coscienti che questa cosa ci svantaggerà da un punto di vista promozionale – non diremo mai: “Guarda! Queste sono le persone che potresti conoscere perché amiche di xyz” creando cosí utenze più velocemente – ma a lungo andare riteniamo sia, oltre che eticamente corretto, anche una filosofia vincente.

 

L’intuizione di “mettere in moto” le persone, lo immaginiamo, è correlata alla forte espansione del mercato degli smartphone in Italia.

[blockquote align=”center” variation=”teal”]Si, il mondo della comunicazione mobile è solo al suo inizio. È vero, le vendite degli smartphone degli ultimi anni sono state impressionanti; eppure non sono ancora molte le persone che ne sfruttano a pieno il potenziale.

Parecchia gente possiede un’iPhone senza un contratto di traffico dati, mentre altri non scaricano neppure le app gratuite… utilizzato così, si riduce solo a un telefonino di lusso. Tra qualche anno sarà normale usare sul proprio smartphone la mail e altri programmi di comunicazione piuttosto che gli sms.[/blockquote]

Che tipo di riscontro avete avuto finora: come vanno i download? I commenti sono positivi?

Come si può vedere dai feedback su iTunes i commenti sono tutti positivi. Dare dei dati sui download a meno di un mese dall’uscita dell’app ufficiale è ancora prematuro. Possiamo però dire che diversi paesi del mondo hanno già iniziato a scaricarlo. Dopo l’Italia il paese ad oggi con maggiori download sono gli USA.

Avete ricevuto qualche tipo di finanziamento privato per avviare la vostra startup?

[blockquote align=”center” variation=”teal”]Tutta la nostra concentrazione negli ultimi mesi è stata per la crezione dell’app: ciò che è stato fatto sinora è il risultato delle forze del nostro team. Ovviamente siamo coscienti che d’ora in poi l’entusiasmo, le capacità e il duro lavoro non basteranno per diffondere LeaveOn, secondo le nostre aspettative. Abbiamo abbastanza esperienza sul campo per sapere che l’imprenditore “one man” è uno dei falsi miti più pericolosi per le start-up di questo tipo.

Nemmeno il buon Zuckerberg avrebbe fatto diventare facebook quello che è ora senza l’aiuto di un prestigioso finanziatore. Abbiamo avuto recentemente dei contatti in questo senso ma, per ora, è tutto da decidere e siamo ancora aperti a qualsiasi possibilità.[/blockquote]

Quali strategie di marketing avete messo in campo o metterete in campo per lanciare LeaveOn?

Ne abbiamo già pianificate parecchie oltre al quotidiano e necessario lavoro di press-office. Le più interessanti riguardano la realizzazione di eventi in co-branding con aziende nel mondo della moda con cui già lavoriamo che hanno capito la potenzialità di marketing di LeaveOn. La vera e grande diffusione si avrà però solo sul passaparola degli utenti a cui piace l’app, cosa su cui puntiamo moltissimo.

Visto il fermento che sta nascendo intorno all’innovazione e alle nuove tecnologie in Italia, qualcuno parla di una nuova “Silicon Valley” tutta italiana. Pensate sia condivisibile il paragone con quanto prodotto oltreoceano? Che prospettive di crescita prevedete?

[blockquote align=”center” variation=”teal”]In Italia esistono parecchi bravi programmatori. Abbiamo, inoltre, i migliori creativi al mondo.

Purtroppo sono numerosi i fenomeni di piccole aziende italiane che sono state notate prima dagli investitori oltreoceano che da quelli locali. Questi ultimi iniziano ora finalmente a guardare con interesse anche alle piccole start-up.

Con queste premesse si potrebbe anche parlare di una probabile futura Silicon Valley tutta italiana. A nostro parere però sarà difficile ripetere l’esperienza americana, perlomeno non nelle misure sperate.

Facciamo un esempio. L’app di un noto social network americano, nel solo giorno in cui è stata messa sullo store di Apple, ha avuto decine di migliaia di download…beh, giusto per non illudere nessuno – prima di tutto noi stessi – bisogna dire che chiunque abbia un minimo di dimestichezza con il mondo delle app sa che questo è parecchio strano!

Certo, una volta che la tua app compare ai primi posti o è segnalata dall’iTunes store, potresti in linea teorica avere milioni di scaricamenti al giorno. Prima però[/blockquote]

devi “buttare” la tua app in mezzo ad altre decine di migliaia e iniziare a promuoverla per renderla visibile.

Come ha fatto allora quel social network ad essere notato e scaricato da migliaia di utenti il giorno del lancio? Questa è una delle “magie” della Silicon Valley americana e delle prestigiose aziende che per lavoro finanziano e fanno partire start-up. Le istruzioni in Italia per queste magie sono ancora sconosciute e state certi che non le leggeremo in nessuna intervista. Però che dire… non sarebbe bello che un’azienda italiana ce la facesse con un finanziatore italiano? Chissà…

Cosa dobbiamo aspettarci dal futuro di LeaveOn? Che direzione prenderà e come vi aspettate crescerà?

LeaveOn è e deve rimanere un social network molto semplice sia nel suo utilizzo che nella filosofia.

[blockquote align=”center” variation=”teal”]Punta tutto sull’aspetto emozionale: lasciare un segno del proprio passaggio. Il lavoro quotidiano e continuo che faremo sarà sostanzialmente migliorare le funzionalità già presenti e la grafica (anche nella parte web), monitorare con attenzione i feedback degli utenti per accontentarli e tradurre l’app nelle varie lingue. Stiamo lavorando a un’unica funzionalità assolutamente innovativa, che ancora non esiste sul mercato, e che siamo sicuri piacerà molto.

Di aspettative sulla crescita non ne abbiamo perché dipenderà tutto dal riscontro che LeaveOn avrà da parte degli utenti. Noi ce la metteremo tutta consci che sarà difficilissimo anche solo competere con i giganti che conosciamo. Ci auguriamo di vedere magari in un prossimo futuro la lettera di un vostro lettore che parla di quel particolare balloon che ha visto da qualche parte nel mondo…[/blockquote]

 

Gennaro Sannino

Print Friendly, PDF & Email

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.