New York Times: «L’Italia ti spezza il cuore»

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Debito pubblico e tasso di disoccupazione alle stelle. Tanta gerontocrazia e nessuna meritocrazia. Giovani che sognano un’opportunità all’estero. Famiglie che scappano per dare un futuro ai figli. Bellezze artistiche e naturalistiche sprecate.

Questo è l’impietoso ritratto dell’Italia pubblicato sabato sul New York Times. A firmarlo il giornalista Frank Bruni, italo americano, inviato per due anni in Italia e habitué nel nostro Paese.

Questo succede quando il buon governo della politica diventa un miraggio, un mito, uno scherzo. L’Italia si adagia su ciò che ha, piuttosto che costruirci sopra qualcosa e così perde terreno e competitività nei confronti di rivali più agguerriti. Ci sono tante bellezze e tante promesse, qui, ma anche tanto spreco. L’Italia ti spezza il cuore» scrive il giornalista.

L’articolo ha stimolato un acceso dibattito, non solo in Italia.

Voi siete d’accordo? Stiamo davvero sprecando quello che abbiamo o c’è una via per ricominciare?

Lucia Ingrosso

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2 Commenti

  1. Gentilissimi, ho alcuni amici che vivono fuori dall’Italia, alcuni a Londra, Russia, altri centro America e amici nei paesi dell’Est europeo, mi informo spesso sulla realtà degli altri paesi, ma evidentemente la stampa estera si occupa solo dei problemi italiani, vedo che i giornalisti italiani spesso non aiutano questo paese, anzi!
    Come mai nessuno parla della sanità inglese?
    Dei tanti nordafricani che vivono nel Regno Unito davvero molto pericolosi, ma non parlo certo di quei poveri giovani che sbarcano qui sul nostro paese alla ricerca di una sistemazione, che fuggono disperati e che spezzano il cuore, parlo di narcotrafficanti e sono tantissimi. Una cosa ce l’ho da dirvi cari Voi che parlate tanto di noi italiani
    americani, inglesi, francesi, e altri ancora, risolvete i Vostri problemi, Perché ne avete davvero tanti, forse più dei nostri,,
    se volete continuo con la lista dei problemi che avete, voi che giudicate tanto. Invece di criticare aiutateci a risolverli, è così che si ragiona, poi noi certamente aiuteremo Voi a risolvere i Vostri molto gravi. Il nostro problema sono quei quattro o cinque “Signori” che ci governano, che si pagano a peso d’oro.
    Quando tutti gli stati collaboreranno al benessere comune senza distinzione, di sesso razza religione. Quel giorno avremo vinto il mondo. Tutti ne gioveranno.

    • Ciao Susanna. Alla fine nessuno guarda in casa sua ed è sempre più facile criticare gli altri che fare autocritica. Noi italiani, poi, siamo bravissimi a parlare a tutti dei nostri difetti. E spesso perdiamo di vista i tanti pregi che ci caratterizzano. Bisognerebbe imparare a raccontare meglio l’Italia. E dovremmo cominciare a farlo proprio noi che ne facciamo parte.

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