Lo smart working? Si fa in hotel. L’idea di una startup per salvare gli alberghi

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smart working hotel

Camere di hotel di lusso utilizzate come uffici durante il giorno e accessibili a prezzi contenuti. Così una startup di Roma, fondata nel 2014, concilia smart working e hotellerie, cercando di risollevare il settore alberghiero piegato dalla pandemia.

Il settore ricettivo è uno dei più colpiti dai mesi di lockdown e dalla crisi generata dal Coronavirus. Secondo Giuseppe Roscioli, presidente di Federalberghi Roma, solo in Italia le perdite ammontano a 100 milioni di euro al mese, con molte strutture che ancora restano chiuse e altre che faticano a ripartire senza i soliti flussi di stagione. D’altra parte, stanze e servizi offerti dagli hotel possono essere utili anche ai lavoratori, oltre che ai turisti. Così Simon Botto, Ceo e co-founder di DayBreakHotels.com, ha pensato di trasformare gli hotel in un luogo di lavoro agile.

Dal 2014 la piattaforma rende disponibili di giorno camere e servizi di hotel di lusso, a prezzi scontati, in 16 paesi nel mondo, dagli Stati Uniti agli Emirati Arabi. L’idea «nasce da una sfida» racconta Botto: «rivoluzionare il concetto dell’hotel, rendendolo uno spazio liquido in grado di trasformarsi in ciò di cui il cliente ha bisogno». E sfruttandone così tutto il potenziale. Abbiamo raccontato qui la storia della startup agli inizi. Botto, 46 anni, ex pallanuotista di serie A, inizia a lavorare come avvocato d’affari ma sente che quella non è la sua strada. Durante un master, si interessa al settore alberghiero: scopre che gli alberghi di lusso non sono utilizzati di giorno. Così crea DayBreakHotels, insieme a tre soci.

DayBreakHotels
Il team di DayBreakHotels

Con l’emergenza, l’imprenditore genovese ha deciso di innovare ancora, offrendo un nuovo servizio agli smart workers. Anziché lavorare da casa, gli utenti potranno ricreare il loro ambiente di lavoro in una stanza d’hotel: camera con scrivania e wi-fi, zone business per riunioni e conference call. Con la possibilità di fare una pausa sfruttando i servizi degli hotel: palestra, piscina, giardini, ristoranti.

«Oggi la nostra visione ci permette di aiutare sia le strutture partner, per alcune delle quali siamo attualmente il principale canale distributivo, sia le società con cui collaboriamo, interessate a offrire ai loro dipendenti la possibilità di usare i nostri hotel per il loro smart working» spiega Botto. I prezzi? Da 49 euro per un giorno (con orario dalle 8 alle 20) e da 199 euro per una settimana lavorativa. Ma ci sono anche offerte per un intero mese di smart working in hotel. Le strutture affiliate sono più di 5.000 in Italia e all’estero.

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1 COMMENTO

  1. Devo dire che e’ una idea meravigliosa! I tempi sono davvero duri e bisogna essere davvero innovativi e flessibili. E’ il giusto atteggiamento. Spero che questa idea si diffonda e si sviluppi ancora di piu’!

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