Londra cambia passo sulla residenza dei cittadini UE

Londra cambia passo sulla residenza dei cittadini UE

Di
Redazione Millionaire
22 Gennaio 2024
Si accende un po’ di speranza per i cittadini europei che vivono (o vorrebbero) a Londra, specialmente per gli italiani che vivono nel Regno Unito. Le recenti mosse del Ministero dell’Interno britannico potrebbero significare una svolta importante per chi temeva di perdere il diritto di vivere e lavorare nel Paese dopo Brexit.
La Brexit aveva cambiato le regole: chi viveva in Gran Bretagna da più di cinque anni poteva chiedere la residenza permanente, mentre chi c’era da meno tempo poteva optare per una residenza temporanea. La scadenza per queste richieste era fissata a giugno 2021, ma poi è arrivata una stretta inaspettata. Ad agosto, il governo ha dichiarato che l’ignoranza delle regole non era più una scusa valida per richiedere la residenza fuori termine.
Fortunatamente, dopo le proteste di varie associazioni a difesa dei diritti dei cittadini UE, l’Home Office ha deciso di fare un passo indietro. Adesso, anche chi non era a conoscenza delle regole potrà fare domanda in ritardo.
Le associazioni, pur accogliendo con favore questa apertura, chiedono più chiarezza sulle procedure. Sottolineano che le regole stringenti introdotte ad agosto hanno creato barriere non solo per i nuovi arrivati, ma anche per chi vive nel Regno Unito da anni.
Ci sono diverse ragioni per cui molti europei non hanno fatto domanda in tempo. Alcuni, per esempio, non si sono resi conto che il loro diritto di residenza era cambiato con Brexit. Altri, per motivi di salute, età o difficoltà con l’uso di internet, non hanno potuto accedere al sistema di registrazione online.
Dal lancio del sistema di registrazione, oltre 6 milioni di persone hanno fatto domanda e quasi tutti hanno ricevuto una risposta. Ma il processo non è stato senza problemi. Ci sono state critiche per il trattamento dei cittadini UE alle frontiere e per il rifiuto del governo di fornire documenti cartacei per comprovare la residenza, creando difficoltà a chi cerca lavoro o casa. La situazione è in miglioramento, ma rimangono sfide significative. La speranza è che le nuove aperture del governo britannico possano effettivamente aiutare i cittadini europei a risolvere queste incertezze e a vivere una vita più stabile nel Regno Unito. Ma quali sono le condizioni per poter lavorare e fare impresa nel Regno Unito per cittadini italiani “Post-Brexit”. Dopo la Brexit, le regole per i cittadini italiani che desiderano lavorare o avviare un’attività nel Regno Unito sono cambiate in modo significativo. Ecco un riassunto delle condizioni attuali.

Residenza

 – Visto di lavoro: i cittadini italiani che vogliono lavorare nel Regno Unito devono ora ottenere un visto di lavoro. Questo richiede generalmente un’offerta di lavoro da un datore di lavoro britannico e la dimostrazione di avere le competenze e le qualifiche richieste per il ruolo.
– Sistema a punti: il Regno Unito adotta un sistema a punti per l’immigrazione lavorativa. I candidati devono soddisfare determinati criteri, come livello di istruzione, conoscenza della lingua inglese e livello salariale proposto, per essere ammessi.
– Settled e Pre-Settled Status: i cittadini italiani che vivevano nel Regno Unito prima del 31 dicembre 2020 hanno potuto richiedere il “settled status” o “pre-settled status” per continuare a lavorare senza bisogno di un visto.

Fare impresa

– Registrazione dell’attività: come in Italia, anche nel Regno Unito è necessario registrare la propria attività. Questo include la scelta della struttura aziendale (ad esempio, società a responsabilità limitata o impresa individuale), la registrazione presso il Registro delle imprese (Companies House) e il Fisco (HM Revenue & Customs).
– Mentre è possibile essere socio o amministratore di impresa senza particolari requisiti, è anche vero che queste non contribuiscono in alcun modo ad ottenere residenza o visto di lavoro e anche la semplice apertura di un conto corrente potrebbe rivelarsi molto complesso senza una residenza stabile.
– Regolamentazioni locali: ogni attività deve conformarsi alle leggi e regolamentazioni locali, che possono variare in base alla natura dell’attività e alla regione del Regno Unito in cui si opera.

Investimenti e supporto finanziario

– Accesso al mercato: gli imprenditori italiani possono accedere al mercato britannico, ma devono navigare in un contesto normativo diverso dall’UE, comprese le regole doganali e di importazione / esportazione.
– Supporto locale: esistono programmi di supporto per gli imprenditori stranieri, incluso l’accesso a finanziamenti, consulenza e reti di business, ma questi possono richiedere un’approfondita conoscenza del sistema locale.La Brexit ha portato a una maggiore complessità per i cittadini italiani che desiderano lavorare o avviare un’impresa nel Regno Unito. È essenziale, per navigare con successo in questo nuovo ambiente, pianificare in anticipo, comprendere i requisiti legali e di visto, e, se possibile, cercare supporto e consulenza da esperti nel settore.
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