Sean Parker dona 250 milioni di dollari per la lotta ai tumori

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Sean Parker: ex hacker, fondatore di Napster, ex presidente di Facebook, crea un centro per lotta ai tumori.

Forse non tutti conoscono Sean Parker, 37 anni, di San Francisco. Ideatore di Napster, il primo servizio di file sharing al mondo, è stato uno dei primi a credere in Facebook e ha investito in startup di successo come Spotify. Ieri la notizia che l’ex hacker ha donato 250 milioni di dollari per creare un centro per la lotta contro i tumori. Si chiamerà Parker Institute for Cancer Immunotherapy e farà ricerche nel campo dell’immunoterapia, una tecnica che combatte il cancro agendo sul sistema immunitario del malato.

Il centro sarà un consorzio per unire i migliori centri di ricerca americani nel campo (Memorial Sloan Kettering Cancer Center, Stanford Medicine, the University of California). In totale 40 laboratori, 300 ricercatori tutti insieme per un unico obiettivo: «Il nostro modello è semplice. Mettere insieme le persone migliori in una delle ricerche più ambiziosi» ha dichiarato Sean.

Ma chi è e quale storia ha l’imprenditore e il venture da 2.4 miliardi di patrimonio? Ecco la sua storia e cosa può insegnarci.

La gioventù da hacker

Il  suo lato anticonvenzionale emerge sin dagli albori della sua carriera. Originario della Virginia, è “iniziato” all’informatica dal padre, oceanografo per il Governo americano, che a sette anni gli insegna a programmare. Durante le scuole superiori si diverte a entrare nei sistemi informatici di multinazionali, università basi militari, per indicare a queste istituzioni dove si trovano le falle nei loro sistemi.

Fino a che un giorno l’Fbi irrompe nella sua cameretta, per sequestrargli carte e computer. Un’esperienza che gli costerà un periodo di servizio civile. A 16 anni, dopo aver partecipato a una fiera dell’informatica con il suo web crawler (programma per la raccolta delle pagine Web), riceve una proposta di lavoro dalla Cia. Ma lui preferisce fare uno stage da Marc Pincus (futuro fondatore di Zynga), che ha appena avviato la sua prima startup, Freeloader.

Non c’è argomento che non conosce

Durante l’ultimo anno delle superiori, nel 1999, Sean, tra un lavoretto e uno stage, ha già uno stipendio che ammonta a 80mila dollari. Abbastanza per convincere i suoi genitori a lasciargli saltare l’università e far sì che si unisca a Shawn Fanning, un teenager di San Francisco che aveva appena avuto un’idea rivoluzionaria.

«Fanning aveva inventato una piattaforma attraverso la quale ogni utente poteva vedere (e scaricare) i file mp3 posseduti dagli altri utenti» interviene Gianluca Dettori, venture capitalist (www.dpi – xel.it) e creatore nello stesso anno di Vitaminic, piattaforma che vendeva musica online in formato digitale. «Si trattava della prima grande tecnologia peer-to-peer». Un’idea della quale Parker intravede subito le potenzialità, tanto che si trasferisce a San Francisco e diventa il cofondatore della società, che si chiamerà Napster.

«Napster è stata un’azienda leggendaria» continua Dettori. «Milioni di giovani avevano la possibilità si scambiarsi gratuitamente file musicali. Nel periodo di massimo successo, all’inizio del 2001, gli utenti erano arrivati a 60 milioni»

Non passa molto tempo che la società subisce un poderoso assalto legale da parte delle case di scografiche, che la accusano di violare le norme sul diritto d’autore. Fanning si difende facendo appello alla costituzione, Parker scrive incautamente delle email in cui ammette che gli utenti di Napster in realtà rubano la musica, che saranno utilizzate come prova nel processo che porterà nel 2001 alla chiusura della società.

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Sean, l’artista del business

Sean è un artista del business «Più che una startup, Napster era uno strano insieme di persone che credevano di far parte di un movimento sociale ai limiti della legge» si legge su Forbes, che nel settembre 2011 dedica la copertina a Parker, tra i 400 uomini più ricchi d’America.

Il primo tentativo di creare una vera società sarà Plaxo, un servizio online che aiuta gli utenti a mantenere aggiornati i propri contatti: quando qualcuno fa delle modifiche al proprio indirizzo o numero di telefono, sto automaticamente si aggiorna nelle rubriche di tutti gli altri utenti.

In poco tempo Plaxo guadagna milioni di dollari e centinaia di migliaia di utenti. Ma anche questa volta le cose non si mettono bene per Parker: qualcuno accusa Plaxo di spamming, e lui viene estromesso dalla società da Sequoia Capital.

L’incontro con Zuckerberg

Nel frattempo Sean, che condivide la casa con alcuni studenti di Stanford a Palo Alto, entra in contatto con gli imprenditori della Silicon Valley, quali Reid Hoffman e Marc Pincus, e costruisce una rete di relazioni che si rivelerà fondamentale per il futuro. A parlargli di Thefacebook, un social network di studenti, sarà un’amica della sua fidanzata, con la quale ha appena trascorso la notte.

A fine marzo del 2004 Parker scrive un’email a Zuckerberg, offrendosi di presentarlo agli investitori più forti di San Francisco. duardo Saverin, il socio di Zuckerberg, risponde all’email. E decidono di vedersi a cena a New York». Zuckerberg ha una visione grandiosa sul futuro di Thefacebook, ma è uno studente di college e non sa come muoversi. Parker ha solo qualche anno più di lui, ma conosce un mucchio di gente, e sa come farsi ascoltare.

A settembre Zuckerberg lo nomina presidente della società. Raffinato ed elegante, diventerà il volto di Thefacebook, soprattutto con gli investitori. “Sean è stato fondamentale nel trasformare Facebook da un progetto universitario a una società vera” ha scritto Zuckerberg in un’email. “Cosa ancora più importante, ha fatto in modo di assicurare che chiunque fosse interessato a investire in Facebook non avrebbe acquistato soltanto un pezzo di società ma anche una visione: rendere il mondo più aperto attraverso la condivisione”. Parker per prima cosa contatta Hoffman, che all’inizio decide di non investire in Facebook per via del suo coinvolgimento in LinkedIn.

La fine dell’avventura con Facebook

Una sera durante un party, alcuni poliziotti irrompono con i cani antidroga e trovano della cocaina. Sean viene arrestato, ma poi rilasciato immediatamente. Non sarà mai accusato di niente, ma questo incidente segnerà la sua uscita da Facebook. Ancora una volta, saranno i venture : capitalist ad avere voce in capitolo: Jim Breyer di Accel Partners, membro del Cda, ritiene che Parker sia un rischio per Facebook e un elemento di instabilità per la sua cultura aziendale. Anche Peter Thiel gli consiglia di andarsene. Mark sente però una profonda lealtà nei confronti dell’amico. Dopo una lunga discussione, Sean accetta di farsi da parte. È la terza volta che Parker viene cacciato da un’azienda, ma stavolta riesce a farsi dare delle garanzie. Cederà circa la metà della sue azioni, che attualmente ammontano al 4%.

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L’investimento in Spotify

È così che quando nel 2009 un amico gli parla di un sito svedese che offre canzoni illimitate scaricabili legalmente, senza neanche vederlo scrive un’email al suo fondatore, Daniel Ek, descrivendo come dev’essere la sua piattaforma ideale, sperando che Spotify calzi in questa descrizione. L’email colpisce l’attenzione di Ek, che era stato un fan di Napster. Dopo uno scambio di corrispondenza, Parker si convince a investire in Spotify: 30 milioni di dollari. «Una conferma di come anche l’Europa sia in grado di generare progetti interessanti e che attirano l’attenzione degli investitori importanti» commenta Dettori.

Cosa insegna la sua storia: la lezione di Sean

Sii anticonformista. Durante le superiori Sean fa uno stage da Marc Pincus (fondatore poi di Zynga) e nell’ultimo anno di scuola guadagna già 80mila dollari, il che convincerà i suoi genitori a fargli saltare l’università.

Anche se il tuo progetto fallisce, guarda al “big picture”. Mentre c’è chi identifica Napster come un epico fallimento, in realtà la società rinnova un settore arcaico e spiana la strada ad altre aziende che nasceranno subito dopo (iTunes, Spotify). Se guardi al “big picture” e aggiusti la tua prospettiva troverai che non tutto è perduto.

Se fondi un’azienda, puoi essere licenziato. Parker è stato estromesso da ben tre società che aveva contribuito a fondare: Napster, Plaxo e Facebook. Ma è accaduto anche a Steve Jobs e a Rob Kalin di Etsy. Sembra un paradosso, ma nelle startup più i risultati sono buoni più è probabile che i fondatori siano sostituiti da manager. impara dall’esperienza Quando Parker se ne va da Facebook, lascia a Zuckerberg il suo seggio nel consiglio di amministrazione, consentendogli di tenere così il controllo della società. Dalle due esperienze precedenti in Napster e Plaxo ha imparato a essere più saggio.

Alza le antenne e connettiti. Parker sente parlare di Spotify e contatta direttamente il suo fondatore. Investirà in questa società e oggi siede nel suo consiglio di amministrazione. Uno dei modi più veloci di portare la tua azienda a un livello più alto è connetterti a qualcuno e lavorare con lui.

Redazione

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