Pellè, a testa bassa contro gli ostacoli

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2019
(©facebook)

Uno degli eroi azzurri nell’esordio contro il Belgio agli Europei di Francia è  lui: Graziano Pellè, 31 anni il prossimo 15 luglio. Ma la sua storia ricorda quella di tanti ragazzi che prima di avere successo nel loro campo sono passati attraverso delusioni e fallimenti.

Gli inizi in Puglia
Per affermarsi Graziano Pellè è dovuto andare all’estero dato che l’Italia non gli ha dato, come succede a tanti giovani oggi, le soddisfazioni che cercava. Graziano è partito dalla provincia, un ragazzone bello, valente e generoso che ha faticato per arrivare nella vita. Cresciuto nel settore giovanile del Lecce, esordisce in serie A a 18 anni ma iniziano i problemi. Lì non gioca mai e nei due anni e mezzo successivi, Pellè viene spedito da una piazza all’altra (Catania, Crotone e Cesena) senza grandi risultati.

La scelta di emigrare
Eppure Graziano di talento ne ha, tanti “esperti” lo notano. I CT dell’under 21 Gentile e Casiraghi lo convocano, Graziano partecipa agli Europei del 2007 e sigla il rigore che regala agli Azzurri la qualificazione ai giochi di Pechino. Ma il centravanti di San Cesario ha bisogno di fiducia e pensa: “Perché non andare all’estero?”. Così Graziano va in Olanda, ad Alkmaar, città famosa per i formaggi prelibati, nel 2007, a vestire la maglia dell’AZ allenato da Louis Van Gaal, che lo strappa al Lecce per 6,5 milioni di euro. Il campionato olandese sembra perfetto per lui. Ma Graziano fatica a segnare ed entra in un tunnel che sembra senza via d’uscita. Cambiano gli allenatori ma la situazione resta nera, Pellè rompe definitivamente con l’AZ nel 2010.

Il primo fallimento olandese e il ritorno nel Belpaese
Torna in Italia, a Parma, anche qui buco nell’acqua, la squadra annaspa e Pellè gioca pochissimo. Poi va a Genova, sponda Sampdoria, dove anche lì gioca niente dato che è riserva di Nicola Pozzi. Ma Graziano sa pazientare e nell’agosto 2012, arriva la grande occasione: lo vuole il Feyenoord, altra squadra olandese dal grande blasone. A Graziano non interessa ricordare la prima brutta esperienza all’AZ, il tecnico della squadra di Rotterdam Ronald Koeman vuole fare la squadra attorno a lui. Gli esigenti tifosi del club della Mosa sono allibiti: «Pellè? Quello che all’AZ è stato un bidone?».

A testa bassa, contro ogni ostacolo. E diventa un idolo
Ma Graziano va per la sua strada e non ascolta nessuno. Comincia a segnare a raffica con medie alla Cristiano Ronaldo, nel giro di qualche settimana, a Rotterdam Graziano diventa un mito. Il suo taglio di capelli diventa uno status-symbol, tutti i giovani tifosi del Feyenoord vanno dal parrucchiere chiedendo il look “alla Pellè”, mentre le ragazze della Nuova Mosa perdono la testa per lui. In Italia viene ancora guardato con scetticismo, troppo basso il livello tecnico del campionato olandese. Ma Pellè non si ferma e a fine stagione avrà segnato 27 reti in 29 partite, secondo nella classifica dei cannonieri con il Feyenoord terzo in classifica e qualificato in Europa League. Anche l’anno dopo si ripete con 23 reti in 27 partite. Nell’estate del 2014 arriva il salto.

Il grande salto
L’allenatore Koeman viene ingaggiato dal Southampton. Il mister porta con sé in Inghilterra il suo pupillo. Pellè firma un contratto di tre anni a 2,5 mln di euro annui. Per il ragazzo di San Cesario è la svolta definitiva della carriera. Finalmente, anche l’Italia si accorge di lui. Il nuovo CT della Nazionale Antonio Conte lo convoca per la sfida contro Malta. E Pellè prima colpisce la traversa, poi segna il gol vittoria all’esordio. E infine, il gol al Belgio di lunedì scorso. Il suo motto: “Crederci sempre”.

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