Storia di Pizza Hut, dal sogno americano di due fratelli alla bancarotta di Npc

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Foto di Corey Coyle da Wikimedia Commons

Dal sogno americano, realizzato da due fratelli alla fine degli anni ’50, ai debiti e alla crisi da Coronavirus di Npc. Ecco la storia di Pizza Hut, la catena di pizzerie più diffusa negli Stati Uniti e nel mondo, con oltre 18mila ristoranti in 100 Paesi. Non tutti i negozi chiuderanno e il marchio non sparirà. La notizia del fallimento, diffusa in queste ore, riguarda solo il principale franchisee di Pizza Hut.

Npc International, la società che ha il maggior numero di punti vendita in franchising negli States (circa 1200), ha richiesto l’amministrazione controllata, secondo il Chapter 11 della normativa fallimentare americana. L’azienda conta più di 40mila dipendenti. Versava già in condizioni economiche critiche. Ma con la pandemia i debiti hanno quasi raggiunto il miliardo di dollari. Oltre a Pizza Hut, la richiesta di Npc riguarda anche la catena di ristoranti Wendy’s.

Il sogno dei fratelli Carney nato con un prestito dalla madre di 600 dollari

La storia del gigante della pizza inizia nel 1958. I fratelli Dan e Frank Carney (cresciuti in una numerosa famiglia di 12 figli) chiedono 600 dollari in prestito alla madre per avviare l’attività nella loro città, a Wichita, in Kansas, dove ancora oggi vivono. Prendono un piccolo locale in affitto al 503 South Bluff. Comprano attrezzature di seconda mano. Il giorno di apertura, il 15 giugno, attirano i primi clienti, soprattutto studenti, offrendo pizza gratis. Imparano tutto sul campo, sulla pizza e sugli affari.

Il locale ha successo e dopo appena un anno i fratelli Carney riescono ad aprire un secondo Pizza Hut a Topeka. Poi un altro, ad Aggieville, dove tra i primi sperimentano le consegne a domicilio, una formula ancora poco diffusa che si rivela vincente. Fino ad arrivare a 4000 ristoranti nel 1977. Quello stesso anno i due fratelli vendono la catena alla PepsiCo per oltre 300 milioni di dollari. Frank resta presidente e consigliere fino al 1980. Pizza Hut poi viene rilevata da Yum! Brands nel 1997.

Npc ha aperto il suo primo ristorante della catena nel 1962. Oggi ne conta 1.225. Come riportano i media americani, la crisi è legata all’aumento dei costi del lavoro e delle materie prime, alla concorrenza e alla pandemia. Il Chapter 11 permetterà alla società di organizzare un piano di ristrutturazione, evitando la chiusura immediata dei ristoranti. Restano “salvi” tutti gli altri punti vendita gestiti da altri soggetti.

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