Quando le startup sfidano la morte

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Il sogno di una vita oltre la morte è una questione che sta attirando l’attenzione di tanti startupper da ogni parte del mondo. Nascono idee che, grazie alla tecnologia, promettono di dare l’immortalità e conferire una vita virtuale alle persone amate, putroppo scomparse.

L’ultima è Eterni.me, l’idea di un 37enne designer e imprenditore romeno. Marius Ursarche, questo il suo nome, ha ideato un software che grazie a complessi algoritmi renderà possibile un dialogo (virtuale, ci mancherebbe) con un defunto. Come è possibile? La piattaforma registra milioni di dati della persona raccolti durante la sua vita, reperendo materiale dalle sue e-mail, foto e post sui social media. L’utente che vuole registrarsi, crea un avatar che con il tempo acquisisce sempre più dati sulla sua personalità e comportamento. Alla sua morte, i suoi amici e cari potranno rivolgersi all’avatar, condividere ricordi e chiedere consigli e pareri. La piattaforma sarà completata alla fine del 2016 e ha già oggi 18mila persone che vi hanno aderito.

Ursache non è l’unico ad essersi posto il problema. Risale al 2009  Legacy Locker, il servizio, ideato da Jeremy Toeman, imprenditore statunitense, che consente, in caso di morte, l’accesso ai tuoi account social a parenti e familiari. Non devi fare altro che incaricare un amministratore di fare le tue “veci digitali”.

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O Lives on il twitter “post mortem” che permette di creare un account per continuare a twittare anche dopo la morte: “Quando il tuo cuore smetterà di battere, tu continuerai a twittare” è lo slogan dell’iniziativa. L’idea è di Dave Bedwood, imprenditore britannico, e ha una logica simile a Eterni.me: si tratta di un software che analizza il tuo comportamento su Twitter (la tipologia di follower, i tweet che scrivi, i retweet, la frequenza con cui lo fai).

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Ironica e dissacrante è invece Tikker, l’idea di Fredrik Colting che ha raccolto poco meno di 100mila dollari su Kickstarter. Si tratta di un orologio da polso che, in sostanza, conteggia quanto tempo manca al tuo funerale. Basta rispondere ad alcune domande iniziali sul tuo stile di vita ed età, per far scattare il conto alla rovescia: «Vogliamo spingere le persone a vivere a pieno il loro tempo, a non sprecare un secondo della loro esistenza» spiegano gli ideatori. Costo: 79 dollari.

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Più poetica è invece la soluzione di Urna Bios, dello spagnolo Martin Azua. Si tratta di un urna biodegradabile (75 euro, il prezzo base) che mescola le ceneri di un defunto con una sostanza fatta da torba e cellulosa e semi di vari alberi (puoi scegliere tra pino, quercia, acero…). Piantate in un bosco o giardino, le ceneri daranno vita a un arbusto che, starà lì, a preservare nel futuro il ricordo della persona scomparsa.

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Redazione

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