Report PwC: le “Grandi dimissioni” sono appena iniziate.

Di
Marco Fontana
2 Luglio 2024

Le “Grandi Dimissioni”, termine coniato dal professore di gestione Anthony Klotz dell’University College London nel 2021, ha descritto l’enorme sconvolgimento della forza lavoro durante la pandemia, con persone che cambiavano lavoro in massa. Sebbene se ne parli ancora oggi, una nuova ricerca suggerisce che la tendenza non è terminata, anzi, si è accelerata, con un numero crescente di persone che affermano di voler lasciare il proprio posto di lavoro rispetto al 2022.

 

I dati del sondaggio

PwC, una delle più grandi società di servizi professionali al mondo, ha intervistato oltre 56.000 lavoratori a livello globale. Circa il 28% dei partecipanti al sondaggio ha ammesso di essere “molto” o “estremamente probabile” che si licenzi nei prossimi 12 mesi. Questa percentuale era del 26% lo scorso anno e solo del 19% nel 2022.

 

Le cause del malcontento

Il sondaggio di PwC rivela che il 45% dei lavoratori ha visto aumentare i propri carichi di lavoro nell’ultimo anno. Inoltre, il 62% degli intervistati ha notato un maggior numero di cambiamenti rispetto all’anno precedente. L’accelerazione del ritmo dei cambiamenti sul posto di lavoro può portare a un ambiente meno stabile, con liste di compiti che mutano rapidamente e colleghi che si avvicendano continuamente. La stabilità è fondamentale per molte persone, e un ambiente di lavoro in continua evoluzione, unito a richieste lavorative sempre maggiori, può spingere alcuni a cercare alternative.

 

Un fattore che può contribuire a questo rapido tasso di cambiamento è l’ascesa della tecnologia AI. Le persone hanno preferenze e tolleranze diverse per il cambiamento, e l’arrivo di questa tecnologia polarizzante può destabilizzare alcuni lavoratori mentre ne entusiasma altri. I dati di PwC confermano che le persone sembrano positive riguardo all’AI: il 72% degli intervistati che usano l’AI di tanto in tanto crede che migliorerà la qualità del loro lavoro, mentre tra coloro che usano l’AI quotidianamente, l’82% si aspetta un aumento dell’efficienza entro il prossimo anno.

Circa la metà dei partecipanti al sondaggio si aspetta che gli strumenti di AI generativa possano portare a salari più alti. È una conclusione piuttosto razionale, dato che gli strumenti di AI possono agire come moltiplicatori di forza, permettendo ai lavoratori di svolgere più compiti di quanto potrebbero fare in precedenza o di eseguire una gamma più ampia e profonda di lavori nello stesso tempo.

 

Dai dati di PwC emergono tre punti principali per le aziende:

1. Previsione di dimissioni aumentate: È probabile che più persone si licenzieranno quest’anno rispetto a quanto previsto. Questo aumenterà la necessità di nuove assunzioni, inclusi i giovani della Generazione Z, che hanno aspettative diverse rispetto ai lavoratori più anziani.

2. Integrazione della tecnologia AI: I lavoratori si aspettano di usare la tecnologia AI per semplificare i compiti indesiderati o noiosi. Se non lo hai ancora fatto, fornisci loro strumenti di AI appropriati.

3. Sviluppo delle competenze dei dipendenti: La soddisfazione lavorativa da sola non basta a mantenere i dipendenti. Molti vogliono lavorare per aziende che si impegnano a migliorare le loro competenze. Se hai già dipendenti talentuosi, assicurati di avere un piano di sviluppo per i dipendenti in atto e garantisci che non siano sopraffatti dal ritmo sempre più veloce dei cambiamenti sul posto di lavoro.

 

 

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