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Repubblica Digitale: escono oggi i primi bandi

L’assenza di competenze digitali diventa un’occasione per la formazione di nuovi profili in ambito lavorativo. Diverse le iniziative del Governo, tra cui un bando da 350 milioni di euro

 

Ciò che rende meglio l’idea, al di là di una mera definizione del concetto, è probabilmente un enorme vuoto, non interiore o esistenziale, ma qualcosa di particolarmente concreto, quello che si crea all’interno del mercato del lavoro o semplicemente nel quotidiano, quando a tener banco tra le chiacchiere meno mondane c’è il mondo del digitale.

La Web Vacancy non è nient’altro che questo, una vera e propria mancanza di persone che possiedono competenze digitali, utili sia al mondo del lavoro sia al puro miglioramento della vita personale, dove il digitale occupa una parte più che consistente.

La Commissione Europea ogni anno pubblica un report che spiega lo stato di avanzamento in ambito digitale dei 27 Stati membri dell’UE, chiamato Indice di digitalizzazione dell’economia e della società (DESI). Il report dà indicazioni precise per quanto riguarda la situazione digitale italiana: partendo dalle notizie più felici, si può dire che la maggior parte degli Stati membri che fino a 5 anni fa registrava il livello più basso di digitalizzazione sta crescendo a un ritmo più elevato rispetto agli altri. Tra questi rientra anche l’Italia.

La crescita non sembra però bastare, a oggi il nostro Paese si colloca al 18º posto con un punteggio di 49,3 rispetto alla media di 52,3. Un dato significativo che fa porre l’attenzione delle istituzioni sul problema, provando a dar vita a nuove iniziative che possano colmare il grande vuoto delle competenze digitali.

Secondo le stime, si avrà bisogno entro il 2030 di 20 milioni di lavoratori in ambito digitale, motivo per il quale il 13 ottobre verranno presentati i primi bandi del Fondo per la Repubblica Digitale, attraverso una diretta streaming sul sito fondorepubblicadigitale.it, dove si potranno conoscere i primi due bandi del Fondo per la Repubblica Digitale che ha una dotazione di 350 milioni di euro fino al 2026, da destinare all’aumento delle competenze fondamentali per la transizione digitale.

Il progetto selezionerà diverse iniziative volte alla formazione di nuovi profili, con un particolare occhio ai giovani che a oggi non studiano né lavorano. C’è spazio anche per una nuova piattaforma chiamata “Formati con Noi”, su iniziativa di Anitec-Assinform con il sostegno di Confindustria e in collaborazione con il Dipartimento per la Trasformazione digitale e l’Innovazione tecnologica.

Nel concreto si tratta di una mappa capace di orientare i propri utenti attraverso le iniziative messe a disposizione dalle aziende e dai privati per la formazione digitale. Una formazione digitale che è una necessità e non più una scelta, come spiega sempre il rapporto DESI, il 54% degli italiani di età compresa tra i 16 e i 74 anni non possiede le competenze digitali di base.

Il “di base” non fa riferimento alla sopravvivenza dell’individuo all’interno di una serie di input a cui è sottoposto, ma più a una base solida su cui poter costruire i profili più ricercati dalle aziende per il mondo lavorativo del domani.

Non mancano le opportunità per le aziende che possono contribuire alla formazione digitale. Sono già 250 le organizzazioni, tra aziende, enti e privati che hanno aderito alla Coalizione Nazionale, ente costituito nell’ambito della Repubblica Digitale. L’arretratezza digitale italiana non è più solo una denuncia, ma una buona occasione per chi si prenderà la responsabilità di colmarla, nella speranza che il prossimo decennio faccia diventare la Web Vacancy un lontano ricordo.

 

 

 

 

 

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