Silicon Valley: apre l’hub italiano dedicato all’innovazione («e il PoliHub già collabora»)

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2016
Massimo Sgrelli e Luigi bajetti
Massimo Sgrelli e Luigi Bajetti, i fondatori dell'Italian hub

Apre nel cuore della Silicon Valley il primo Silicon Valley Italian Hub, un luogo in cui l’ecosistema italiano può conoscere da vicino i valori, la cultura e il mindset del cluster più famoso al mondo per l’innovazione. Siamo a Menlo Park, 11mila piedi quadrati in un building su due piani, tra il quartier generale di Facebook e i giardini di Stanford, a 5 minuti a piedi da University Avenue, il cuore di Palo Alto. Qui si incontreranno tutti gli attori chiavi dell’ecosistema Italia: startup, imprenditori, aziende, angel investor, investitori, banche e università. A loro verranno offerti uffici, bootcamp, giorni di formazione, programmi di accelerazione e occasioni di networking.

silicon valley hubIl progetto di Luigi Bajetti e Massimo Sgrelli

Il progetto è di due italiani Luigi Bajetti e Massimo Sgrelli, da anni in Silicon Valley e fondatori di LombardStreet Ventures. Con loro, c’è Mukul Agarwal, imprenditore seriale e fondatore di BootUp, che da anni si dedica alla formazione di startup e delle corporate innovation a Menlo Park. Ha lavorato ed investito in oltre 120 realtà della zona che ad oggi hanno raccolto oltre 400 milioni da investitori, con una valutazione complessiva di mercato di oltre 4 miliardi. «Siamo convinti che l’ecosistema italiano abbia bisogno del proprio hub di innovazione in Silicon Valley. Germania, Svizzera, molte nazioni europee ne hanno già uno. Abbiamo deciso di unire le nostre forze e farlo nascere: è il nostro give back all’Italia che tanto ci ha dato. Lavorando con le startup di tutto il mondo abbiamo scoperto che il talento è democratico e che in Italia ce n’è tantissimo. Ha solo bisogno di trovare il luogo giusto per esprimersi» spiega Luigi Bajetti, managing partner di LombardStreet Ventures. «Non sarà un incubatore, non un acceleratore: Silicon Valley Italian Hub sarà un punto di connessione tra l’ecosistema del nostro Paese e San Francisco, la sua cultura e le sue startup».

Silicon Valley Italian Hub

Già partiti i primi Bootcamp da remoto

Nonostante la pandemia in corso l’innovazione non si ferma e i primi Bootcamp (specifici per startup early stage, per scaleup, per angel investor e per corporate) sono già attivi e potranno essere seguiti da remoto. Inoltre è già in lavorazione il primo percorso di accelerazione intensivo di 10 settimane presso l’hub, che partirà non appena i viaggi potranno riprendere.

Ma c’è di più. Si parte con l’Italia per creare un hub globale, in cui tutte le nazioni potranno “avviare” il proprio ecosistema. «Si chiamerà BootUp World e sarà un luogo ideale per collegare tutti gli ecosistemi del mondo alla Silicon Valley. Stiamo già lavorando con tante altre nazioni come Giappone, Corea, Spagna, Cina, India, Argentina. Ma sai qual è il primo risultato che già ci rende orgogliosi? I diversi paesi che stanno aderendo al progetto sono entusiasti che l’Italia sia la promotrice e la prima nazione all’interno dell’hub», commenta Bajetti.

Già partita la partnership con il Politecnico di Milano

Maggio 2020: nonostante una leggera decrescita degli investimenti, Silicon Valley continua ad essere il luogo dove le idee nascono, trovano terreno fertile nel mondo del venture capital e crescono velocemente. «Ora atterrare in Bay Area ed entrare a contatto con il suo network sarà molto più facile anche grazie al Silicon Valley Italian Hub».

«Stiamo stringendo partnership, alleanze, sinergie con tanti elementi chiave dell’innovazione italiana a partire dall’eccellenza del Polihub, acceleratore d’impresa del Politecnico di Milano. Lavoriamo a questo progetto da diversi mesi per creare un ponte stabile e duraturo. Questo permetterà alle nostre startup di partire con il piede giusto e di pensare in grande. Qui, in circa 100km, è stato codificato un modello vincente, con usi e costumi standard. Se impari a conoscerli e li rispetti, puoi fare grandi cose. E, perché no, anche cambiare il mondo».

Da tenere d’occhio: https://svithub.com

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1 COMMENTO

  1. Gentilissima Eleonora,
    Le ho scritto oggi un messaggio da LinkedIn.
    Sono la promotrice (per ora direi ancora acerba sceneggiatrice) del progetto Generazione l’Abile, che ha lo scopo di rilanciare il settore dell’arte e design, attraverso il mondo dell’artigianato, nella manutenzione urbana e di proprietà pubbliche a costo zero. Il Progetto non vuole essere solo un “fare a costo zero” per le Istituzioni, ma vuole essere in primis occasione, per le persone coinvolte, di imparare facendo (a tutte le età).

    Le chiedo per favore di leggere il messaggio e l’articolo sul mio profilo della Rivista Italiana di Saldatura che racconta un esempio pratico del progetto.

    La ringrazio anticipatamente per l’attenzione e rimango in attesa di un suo cordiale riscontro.

    Cordiali saluti,
    Arch. Paola Gambale

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