Smart working? 8 italiani su 10 vogliono tornare in ufficio

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LAVORO IBRIDO smart working ufficio

Il 78% dei lavoratori italiani vuole tornare in ufficio appena possibile. La percentuale sale tra gli over 55 (85%). E non tanto per esigenze lavorative quanto per la voglia di tornare alla propria quotidianità, incontrare i colleghi e ritrovare l’equilibrio tra vita privata e lavoro. L’83% sarebbe anche pronto a vaccinarsi per poter svolgere le proprie mansioni in presenza. Lo rivela l’indagine Randstad Workmonitor, dedicata all’impatto dello smart working sui lavoratori e al legame tra vaccini e lavoro. La ricerca è stata condotta su un campione di oltre 800 dipendenti tra i 18 e i 67 anni.

Più di un intervistato su due ha un impiego che consente totale o parziale flessibilità e un datore di lavoro che lascia libertà di scelta. Ma la maggior parte dei lavoratori preferirebbe tornare in ufficio. Il 57% ha nostalgia del rapporto con i colleghi, soprattutto fra gli uomini (60%) e i dipendenti 45-54enni (65%). Quasi uno su quattro si sente isolato, in particolare i giovanissimi (35%) e le donne (25%). E per oltre un terzo, con il remote working, sta diventando sempre più difficile mantenere un equilibrio tra vita e lavoro. Un problema evidenziato soprattutto da donne (40%) e over 55 (42%).

Solo una piccola percentuale indica tra i motivi del rientro le difficoltà pratiche, come la mancanza di uno spazio adeguato per lavorare (16%) o la condivisione degli spazi con figli (16%) o con un partner che lavora da casa (12%).

Rispetto al lavoro agile, circa il 40% degli intervistati non ha rilevato alcuna influenza dello smart working sulla propria produttività. Il campione invece si divide sulla componente psicologica: il 27% è meno stressato, il 26% ha percepito più stress. Alcuni (il 24%) hanno sofferto la lontananza dal proprio team.

La ricerca, condotta in 34 Paesi, ha evidenziato che i lavoratori italiani, insieme a spagnoli e britannici, sono tra i più spaventati dalla pandemia. Più di un dipendente su due preferisce continuare a lavorare da casa fino a quando non sarà stata vaccinata la maggior parte della popolazione. “Il timore del virus è ancora molto elevato e porta oltre metà dei lavoratori a preferire lo smart working, ma dalla ricerca emerge un forte desiderio di ritorno alla normalità” spiega Marco Ceresa, ad di Randstad Italia.

Per gran parte degli intervistati il vaccino è una garanzia di sicurezza, e non solo. Il 59% pensa che avrà più opportunità di lavoro se vaccinato. Una spinta arriva anche dalle imprese: al 35% dei lavoratori è stato richiesto di vaccinarsi dal datore di lavoro, il 53% è stato incoraggiato.

L’emergenza sanitaria è stato un evento improvviso anche per le imprese, che hanno dovuto riorganizzarsi per poter garantire la continuità delle attività e la sicurezza dei lavoratori. Nel complesso la risposta delle aziende è stata positiva, secondo gli intervistati. Un quinto ha dichiarato però che cercherà nuove opportunità nel proprio settore o in altri (16%).

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1 COMMENTO

  1. AHAHAHHHHAHHAHAH! Mai lette tante sciocchezze in vita mia!
    Lo smartworking è il futuro e ci sono solo aspetti positivi!

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