Smart working, due italiani su tre scelgono di lavorare lontano da casa e in luoghi belli. Il risultato? Sono più produttivi

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airbnb casa smart working
Casa pet friendly in montagna su Airbnb

Con la fine del lockdown, l’arrivo dell’estate e l’opzione smart working, moltissimi italiani hanno sperimentato quest’anno la possibilità (e i vantaggi) di lavorare in remoto anche da posti diversi dalla propria abitazione. Il trend continua. Secondo un sondaggio commissionato da Airbnb su un campione di 2.000 dipendenti d’azienda, anche in autunno il 66% degli intervistati preferisce lo smart working lontano da casa. I principali vantaggi della flessibilità sono maggiore felicità e più tempo per se stessi. In più, il luogo da cui si lavora ha effetti benefici su benessere psicofisico, produttività e qualità del lavoro.

In vacanza con il computer in valigia

Del campione, due persone su tre hanno sperimentato lo smart working negli ultimi 6 mesi. Il 66% ritiene di averne tratto beneficio fisico e mentale, il 34% ne dà un giudizio negativo. Tra i vantaggi, c’è il tempo risparmiato nel tragitto casa-ufficio, che dà la possibilità di stare di più con familiari e amici (44%), di fare esercizio (36%) e dedicarsi alle proprie passioni (36%).

Con lo smart working si è diffusa anche un’idea di abitare più “nomade”, meno legata alla necessità di vivere in prossimità del luogo di lavoro. Il 60% degli intervistati ha pensato di trasferirsi (1 su 4 in campagna). E, anche in assenza di decisioni definitive, due lavoratori su tre stanno pianificando di lavorare da remoto lontano dalla propria residenza, almeno per un periodo nei prossimi mesi.

È l’evoluzione del concetto di bleasure (da business e pleasure, lavoro e piacere): prima si prolungava la trasferta di lavoro con qualche giorno di vacanza, adesso si viaggia portando con sé il computer. Il 78% ha già deciso che combinerà le due cose. Così sulla piattaforma Airbnb cresce il dato di chi cerca strutture dotate di wi-fi (il 50% per soggiorni di oltre 7 giorni).

Il luogo di lavoro incide su benessere e produttività

Per un temporaneo “cambio vita” le sistemazioni più richieste sono casa vista mare (39%), chalet in montagna (20%), casa al lago (13%), attico in una grande città (7%) e casa in una città diversa (6%). «Una passeggiata nei boschi o sulla spiaggia, anche di soli 20 minuti, in pausa pranzo o immediatamente dopo il lavoro, porta alla diminuzione della formulazione di pensieri negativi e un maggior senso di benessere complessivo» spiega la psicologa Annalisa Valsasina. «Lavorare al mare o in montagna, non può che fare bene». Il luogo di lavoro incide anche sulla produttività (33%) e sulla creatività (28%).

Sulle destinazioni, il 34% del campione cercherebbe una sistemazione raggiungibile in auto in giornata, meglio se all’interno della stessa regione (20%). Solo il 13% prenderebbe in considerazione un altro Paese europeo.

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