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Smart working, per due imprese su tre proseguirà anche nel 2022

Da soluzione di emergenza a nuovo modello organizzativo. Stando ai numeri, lo smart working cresce tra le imprese italiane. Se nel 2020 della pandemia il 72% delle aziende ha introdotto o potenziato il lavoro a distanza, anche in seguito l’86% di queste ha continuato ad adottarlo e il 66% proseguirà nel 2022. Lo rivela la ricerca HR Trends & Salary Survey 2021, condotta da Randstad Professionals con l’Alta Scuola di Psicologia dell’Università Cattolica, sulla base di interviste a HR Director, Ad, country manager, Ceo.

Lo scorso anno, allo scoppiare dell’emergenza Covid solo il 18% delle imprese ha continuato a lavorare in presenza. Il 19% ha introdotto o potenziato lo smart working per tutti i dipendenti, il 53% per almeno una parte dei lavoratori. In un terzo delle aziende il lavoro a distanza era già presente, mentre il 67% lo ha adottato a seguito della pandemia.

In futuro? Solo il 20% ha intenzione di interromperlo, finita l’emergenza. E quasi un’azienda su due valuta un ripensamento degli spazi di lavoro, per ridurli o ottimizzarli.
Nella grande maggioranza dei casi la scelta di lavorare a distanza è stata condivisa con il dipendente (83%). Solo per qualcuno si è trattato di una decisione unilaterale dell’azienda.

Ad oggi, il 54% della forza lavoro è in remote working in media per 2,5 giorni a settimana. Le funzioni più coinvolte sono amministrazione e contabilità (86%), HR (81%), IT (71%), marketing e comunicazione (70%), vendite e contatto con il pubblico (67%).

Il manager diventa “remote leader”

marco ceresa randstadLo studio ha analizzato gli effetti dello smart working anche sulla leadership. «Per adattarsi e avere successo in questa nuova normalità i manager devono essere “remote leader”, cioè leader capaci non soltanto di essere dei “capi” ma soprattutto di prendersi cura delle persone che guidano, in presenza e a distanza» spiega Marco Ceresa, Group CEO Randstad Italia. «Fondamentali, dunque, diventano la capacità di comunicare efficacemente con i collaboratori, ascoltarli, motivarli e coinvolgerli, ma anche fare squadra, costruire legami di fiducia ed essere in grado di stabilire obiettivi chiari e di misurare i risultati del team».

Le principali iniziative attivate dai manager per mantenere alto il coinvolgimento dei collaboratori, anche a distanza, sono state: la rotazione delle presenze (58%), i momenti di condivisione formali (52%) e informali (49%), diverse iniziative di engagement (31%) e proposte di formazione per la gestione del lavoro ibrido (22%). Molti hanno promosso con più frequenza anche la condivisione di feedback. In pochi invece hanno puntato sui momenti per il recupero delle energie (26%).

La sfida per il futuro, secondo i direttori HR intervistati, è creare un ambiente che tenga conto delle specificità del lavoro a distanza o ibrido. E, al tempo stesso, trattenere i talenti già presenti in azienda e aumentate la produttività.

 

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