Starbucks apre a Milano e assume 300 persone

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howard schultz starbucks

Starbucks, il colosso americano delle caffetterie, sta per sbarcare in Italia. Ed è pronto ad assumere 300 persone. Aprirà il primo punto vendita a Milano, nell’autunno del 2018: sarà una Reserve Roastery, ovvero una caffetteria e torrefazione da 2400 mq, nell’ex Palazzo delle Poste di piazza Cordusio. La prima del genere in Europa.

Per raccogliere le candidature di baristi, bartender e manager, l’azienda ha creato un sito ad hoc: starbucksreservecareers.it. Assumerà subito 150 persone e nei mesi successivi creerà altri 150 posti di lavoro nelle caffetterie che aprirà in Lombardia, in collaborazione con Percassi. C’è tempo fino al 28 febbraio (il 13 per la posizione di associate manager) per candidarsi.

«La storia di Starbucks è strettamente legata alla tradizione italiana del perfetto caffè espresso. Tutto quello che abbiamo realizzato si basa sulle meravigliose esperienze che molti di noi hanno vissuto in Italia» ha spiegato il Ceo Howard Schultz, 64 anni, durante uno dei suoi ultimi viaggi in Italia. Già nel 1983, catapultato a Milano per visitare una fiera di casalinghi, Schultz era rimasto affascinato dall’efficienza dei baristi italiani capaci di servire un espresso in pochi secondi e dall’atmosfera di locali in cui la gente tornava più volte al giorno per bere caffè e concedersi una pausa. Rientrato negli Usa, aveva subito replicato la ricetta del cappuccino, riuscendo così a triplicare le vendite nel giro di un anno. Oggi Starbucks ha un fatturato di 22,3 miliardi di dollari. È presente in 76 Paesi, con più di 28mila caffetterie e dà lavoro a 240mila persone.

Storia di Howard Schultz

«Se sei un imprenditore devi sognare in grande e poi ancora più in grande» è il pensiero di Schultz. A lui si deve il grande successo di Starbucks. Figlio di un camionista, è cresciuto nelle case popolari di Brooklyn. Ha imparato in fretta a rimboccarsi le maniche: quando suo padre si rompe una gamba e dà fondo alle già magre finanze familiari, Howard è costretto ad andare a lavorare. Ha solo 12 anni. Trova impiego in una caffetteria e subito capisce che, se lavora sodo, può arrivare dove vuole. Qualche anno dopo diventa il primo laureato della sua famiglia. Viene assunto prima dalla multinazionale di fotocopiatrici Xerox, poi da un’azienda di casalinghi e infine, nel 1982, diventa direttore vendite da Starbucks. Leggi qui la sua incredibile storia.

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