Starbucks lascia il Regno Unito: colpa della Brexit?

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Starbucks Coffee Shop Branding Logo With No People

Starbucks in Italia

Era il 7 settembre 2018 quando approdava in Italia il primo locale a marchio Starbucks. La coda in piazza Cordusio a Milano era lunghissima, tutti in attesa di entrare nello Starbucks Reserve™ Roastery più grande d’Europa. Ad oggi sono solo 17 gli Starbucks in Italia, con chi ama e chi odia le bevande create dall’immensa catena statunitense, fondata a Seattle nel 1971.

Il nome del colosso del caffè trae origine da Starbuck, il primo ufficiale del romanzo Moby Dick di Herman Melville. Al centro del logo infatti si trova l’immagine di una sirena a 2 code: così come le sirene ammaliavano i marinai, il caffè di Starbucks ammalia per aroma e gusto.

 

La nascita di un mito

La storia inizia nel 1971 lungo le strade di ciottoli dello storico Pike Place Market di Seattle. Fu qui che Starbucks aprì il suo primo negozio, offrendo ai clienti chicchi di caffè appena tostati, tè e spezie da tutto il mondo da portare a casa.

Dieci anni dopo, un giovane newyorkese di nome Howard Schultz varcò quelle porte e rimase affascinato dal caffè Starbucks fin dal suo primo sorso ed entrò in azienda nel 1982. Durante un viaggio a Milano nel 1983 Howard sperimentò per la prima volta i caffè italiani e tornò a Seattle ispirato a portare il calore e l’arte della sua cultura del caffè a Starbucks. Fu così che nel 1987 hanno intrapreso il nuovo capitolo come caffetteria.

 

Le prime chiusure

Fino a qualche mese fa, a Milano si contavano 10 Starbucks, poi, a seguito di un calo di fatturato del 50%, sono stati chiusi 2 punti vendita: quello in via Turati e quello in Porta Romana.

Poi è stata la volta degli Stati Uniti, dove sono state chiuse 16 caffetterie, sembra per motivi di sicurezza.

 

Colpa della Brexit?

Ma è senz’altro il Regno Unito il Paese che vanta il numero più alto di Starbucks coffee shop, con ben 964 locali. Ma anche qui la crisi e l’aumento di concorrenti ha messo a dura prova il colosso del caffè.

La catena controlla circa 1.000 negozi nel Regno Unito, di cui circa il 70% sono in franchising e il resto è di proprietà dell’azienda.

L’informazione che Starbucks stava valutando il da farsi nel Regno Unito è stata riportata per la prima volta dal Sunday Times.

Sembra quindi che Starbucks stia pensando di vendere le sue attività del Regno Unito.

Il gruppo ha assunto Houlihan Lokey come consulente per esaminare le potenziali scelte aziendali. Ma l’azienda ha affermato che “non è in atto un processo formale di vendita”, tuttavia ha continuato a “valutare le opzioni strategiche”.

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