Made in Italy

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tutela brevetti

Dalla moda all’arredamento, passando per automotive e architettura, sono numerosi i settori in cui imprese e creativi italiani hanno saputo rappresentare la bellezza e lo stile in modo unico e inimitabile, creando icone ancora oggi note e riconosciute in tutto il mondo per il loro design. Tutto questo si può proteggere?

 

Se stile ed eleganza sono valori immateriali ed evanescenti, seppure in grado di attraversare i decenni e di caratterizzare epoche, è bene ricordare che sono il risultato di investimenti in creatività e innovazione e che il loro valore può essere preservato con una corretta strategia di protezione.

Le protezioni

Industrial design: i prodotti di largo consumo godono della tutela di diritto d’autore solo quando sono dotati del cosiddetto valore artistico, un particolare riconoscimento da parte di circoli culturali e artistici, che trascende dalla funzionalità del prodotto o dal suo appeal sul mercato. È stato riconosciuto solo per pochissimi prodotti, come Vespa, Moon Boot, Lampada Arco e alcuni altri.

Ci sono altri rimedi per impedire ai concorrenti di copiare?

Disegni e modelli registrati: proteggono l’aspetto dell’intero prodotto o di sue parti come risulta da linee, contorni, colori, forme, materiali, motivi ornamentali o pattern, purché sia nuovo e produca un’impressione generale diversa da quelli esistenti.

In Italia si deposita presso l’Ufficio italiano Brevetti e Marchi (uibm.mise.gov.it), ma è possibile ottenere un’unica registrazione valida in tutta l’Ue, depositando l’apposita domanda di registrazione presso l’Euipo, Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (euipo.europa.eu/ohimportal/it).

La protezione dura 5 anni, ma può essere rinnovata per ulteriori quinquenni fino a un massimo di 25 anni.

Design non registrato: vale nel territorio dell’Ue, anche se la tutela è più limitata: dura 3 anni dalla prima divulgazione del design e può essere utilizzata solo per impedire la semplice copiatura. Se poi il design funziona, si può ancora depositare validamente la domanda di registrazione, purché avvenga entro 12 mesi dalla sua prima divulgazione.

Questi strumenti possono essere usati per proteggere la forma o l’estetica di prodotti. Possono essere usati anche per proteggere le etichette, si pensi ad esempio a birre, vini e superalcolici, prodotti alimentari, prodotti per la cura del corpo, prodotti per l’igiene ecc. ma anche packaging e confezioni e addirittura icone e App.

Quando il territorio finisce nel packaging

Tutto questo non deve distogliere dal “dietro le quinte” e dal rischio di violare diritti di altri.

Si pensi ai recenti esempi di packaging con bellissime immagini di paesaggi più o meno noti al pubblico: occorre sempre ricordare che i contenuti utilizzati possono essere soggetti a diritti di altri, cui occorrerà chiedere preventivamente l’autorizzazione all’uso, come per le foto dei paesaggi o di architetture moderne del nostro esempio, in quanto potrebbero non essere liberamente riproducibili. Attenzione infine alle regole che riguardano i beni culturali: per la loro riproduzione è previsto il versamento di un canone, stabilito dall’autorità competente.

 

Dal nostro esperto: Leonardo Maria Seri, avvocato (diritto industriale e della proprietà intellettuale).

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