Il potere delle storie: emozionano, coinvolgono e contribuiscono a vendere

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concept storytelling

“In un mondo alluvionato da informazioni irrilevanti, la lucidità è potere. In teoria chiunque può partecipare al dibattito sul futuro dell’umanità, ma è molto difficile mantenere una visione chiara, anche perché gli esseri umani preferiscono pensare in termini di storie piuttosto che di fatti, numeri o equazioni. Più semplice è la storia, tanto meglio è…”. È uno dei passaggi che mi hanno più colpito rileggendo il libro di Yuval Noah Harari 21 Lezioni sul XXI secolo, uscito tre anni fa e ancora oggi molto attuale, in questo mondo segnato dall’emergenza sanitaria.

Ma quello che poi tra le righe lo stesso Harari in qualche modo conferma, anche suo malgrado, è la centralità delle storie. Perché ispirano le persone, guidano le scelte di business, scardinano i modelli di relazione tra brand e consumatori, arrivano addirittura a ridisegnare le aziende. Le storie emozionano, coinvolgono e contribuiscono a vendere. E non ci sono scorciatoie per imporsi: viverle al meglio.

Ho visitato pochi giorni fa la mostra Disney: l’arte di raccontare storie senza tempo, in programmazione fino al 13 febbraio 2022 al Mudec di Milano: dal processo creativo si arriva alle piattaforme e agli strumenti di narrazione. In tutte le opere esposte, da Pinocchio a Fantasia, da Hercules a La Sirenetta con gli originali provenienti dagli Archivi Disney, emerge il valore mitologico delle storie.

Ma quanto vale oggi lo storytelling anche per le imprese, dalle grandi corporation alle aziende più piccole e ai wwworkers? Tanto, tantissimo. E spesso è un capitale non valorizzato.

Oggi invece c’è necessità con le storie di andare oltre i prodotti, i servizi, le soluzioni. D’altronde, secondo il futurologo danese Rolf Jensen, nel prossimo futuro assisteremo allo sviluppo di una fase costituita dalla società del sogno: “Vivremo in una cultura del consumo che racconterà storie attraverso i prodotti che acquistiamo”. Un modo per ispirare, emozionare, coinvolgere e persino vendere.

Ma attenzione: in questo mondo connesso e fragile vincono le storie autentiche, coinvolgenti, espanse. Storie che surfano sulle varie piattaforme, oltre la classica pubblicità. Storie plurali che raccontano valori, persone, comunità. Narrazioni che però devono essere anticipate dalle azioni. D’altronde, come scriveva Simon Sinek, la gente non compra ciò che fai, ma il perché lo fai.

3 sfumature di storytelling

  • Lo storytelling è metodo: traduce, semplifica, rende comprensivo un prodotto, un’azienda, una storia. In fondo consente di tradurre visioni, valori, processi, persone.
  • Lo storytelling è ascolto, lontano dalle tentazioni di autoreferenzialità. Non è guardarsi l’ombelico, ma relazionarsi con i propri pubblici, avviare un percorso di analisi.
  • Lo storytelling è multipiattaforma. Va oltre i social e può essere declinato negli owned media dell’azienda: dal sito web al blog e fino all’app.

Tratto da Millionaire di ottobre 2021.

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