Tesla, ecco perché Elon Musk dovrà dimettersi da presidente

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Foto Flickr OnInnovation

Elon Musk non sarà più il presidente di Tesla, pagherà una multa da 40 milioni di dollari, a metà con la società di auto elettriche che lui stesso ha fondato, e d’ora in avanti dovrà far approvare ogni suo tweet agli avvocati prima di pubblicarlo. Potrà però mantenere il ruolo di Ceo alla guida di Tesla. A mettere nei guai l’imprenditore è stata proprio la sua passione per gli annunci eclatanti su Twitter. E, in particolare, un cinguettio in cui annunciava di ritirare Tesla dalla Borsa. Ricapitoliamo tutta la vicenda con ordine.

Il tweet incriminato

Lo scorso 7 agosto Musk scrive su Twitter: «Sto pensando di privatizzare Tesla a 420 dollari (ad azione). Fondi reperiti». Nessuna comunicazione ufficiale alle autorità. L’ipotetico delisting, ovvero il ritiro della società dalle negoziazioni di Wall Street, ha subito effetto sul mercato, con un saliscendi delle azioni. A molti sembra uno scherzo, visto che il numero 420 negli Stati Uniti è utilizzato anche per identificare i consumatori di cannabis. Musk fa un passo indietro il 24 agosto, precisando che la società sarebbe rimasta in Borsa.

Le accuse

Il tweet e le sue conseguenze sul mercato spingono la Sec (la commissione che negli Usa vigila sul funzionamento della borsa, simile alla Consob) ad avviare un’azione legale per frode contro Musk, per le «dichiarazioni false e fuorvianti». Le sue parole, diffuse via Twitter, «indicavano falsamente che se avesse voluto, sarebbe stato virtualmente in grado di operare un delisting di Tesla a un prezzo di acquisto che rifletteva un premio sostanziale rispetto ai livelli di Tesla, che i fondi per la transazione multi miliardaria erano assicurati e che l’unica mossa da attendere era il voto degli azionisti». I suoi annunci avrebbero «provocato una confusione significativa in Borsa e sulle azioni di Tesla, e danneggiato gli investitori».

Il patteggiamento con la Sec

Il 29 settembre Elon Musk ha raggiunto un accordo con la Sec, anche per evitare di perdere ogni ruolo all’interno di Tesla. Il patteggiamento prevede che l’imprenditore rinunci alla carica di presidente per tre anni. I 40 milioni di dollari, di cui 20 a carico della società e 20 pagati da Musk, saranno ridistruibuiti tra gli investitori come risarcimento danni. Un avvocato dovrà controllare ogni comunicazione di Musk sull’azienda.

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