Ti senti vecchio per fondare un’azienda? Leggi queste storie!

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Non è mai troppo tardi per fondare un’azienda. Non ci credi? Le imprese di successo si possono creare anche quando si hanno superati i 35 anni. Ma anche dopo i 50: John Pemberton inventò la Coca-Cola a 55 anni, mentre Ray Kroc aveva solo due anni in meno quando fondò il primo MacDonald’s.

Ma senza andare troppo indietro nel tempo, ci sono casi di imprenditori che hanno realizzato imprese di successo mondiale, non proprio giovanissimi. Chi sono e come ci sono riusciti? Guarda qui:

1. John Koum, fondatore di WhatsApp a 35 anni

«Avevo fatto domanda per essere assunto da Facebook, ma non sono stato preso. Così ho studiato WhatsApp per permettere a tutti di comunicare facilmente».

Whatsapp-Founder-Jan-Koum

2. Jimmy Wales, fondatore di Wikipedia a 35 anni

«Il nostro obiettivo originale: un’enciclopedia d’alta qualità rilasciata con una licenza libera per ogni persona del Pianeta».

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3.  Tim Westergren, fondatore di Pandora a 35 anni

«Ho presentato la mia idea 500 volte a chiunque avesse avuto voglia di ascoltarla».

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4. Mark Pincus, fondatore di Zynga a 41 anni

«Zynga è stata la mia quarta startup. I miei amici avevano già fatto una carriera, mi dicevano: un’altra?»..

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5. Robin Chase, fondatrice di ZipCar a 42 anni

Robin e la sua socia, entrambe 42enni, erano due mamme con il sogno di cambiare il mondo. Hanno inventato un servizio di car sharing ecologico che si è diffuso in tutto il Pianeta.

ZipCar

Ma come imitare le loro storie e mettersi in gioco quando ci si avvicina ai 40 anni?

Lo abbiamo chiesto a David Papini, 48enne fiorentino, coach e consulente aziendale. A 35 anni ha mollato un posto da manager presso la Mondadori per assecondare la sua passione per la formazione.

Come si ci rimette in gioco a 40 anni?

Si parte facendosi delle domande. Ogni rivoluzione presuppone un cambiamento di mentalità. Insomma, chiederti se vuoi essere felice o meno, avere un lavoro che ti motivi, che ti faccia alzare la mattina con la voglia di fare. E non passare da un lavoro che ti occupa una giornata a un altro. E poi lavorare in prospettiva: chiedersi come ti vedi tra dieci anni. Se ti immagini altrove, allora è il momento di assecondare la tua voglia di fare cose nuove».

Quali gli ostacoli da superare per cambiare?

[blockquote align=”center” variation=”blue”]Sono due principalmente: la vergogna e la paura. Molti si vergognano del fatto di stare invecchiando, altri di non avere soldi per pagare un mutuo, altri di aver perso il lavoro. La vergogna nasce dal confronto con gli altri: ti dice quanto sei uguale a un modello sociale prestabilito. Allo stesso tempo, ti permette di criticare quello stesso modello se, in fondo, non ti soddisfa. Insomma: “vuoi continuare a fare lo stesso lavoro che odi con il rischio di odiare la tua vita?” Nella vita ce la fa chi accetta di non essere sempre all’altezza, chi accetta anche di vergognarsi.

E poi c’è la paura che funziona da stabilizzatore e può frenarti: “Come faccio a pagare il mutuo se lascio il lavoro?”. In realtà, va affrontata diversamente: la paura ti racconta le cose che per te hanno realmente valore. E quando ti accorgi di averla, è il momento di ascoltarla e cambiare».[/blockquote]

 

Vuoi saperne di più? Leggi l’intervista completa a Davide Papini. Clicca qui.

Redazione

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