449 giorni su un albero per salvare la foresta

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È rimasta  449 giorni su un eucalipto in una foresta in Tasmania per impedire che lo abbattessero.  Aveva abbandonato lavoro, famiglia e amici.  Miranda Gibson, 31 anni, insegnante, si teneva in contatto con il mondo con  un pannello solare e il Web. Ora un incendio l’ha costretta a scendere, ma “da terra” continua la sua battaglia. L’avevamo intervistata quando era ancora su e ci ha detto che….

Da dove nasce la tua passione per la natura?

Ho sempre amato gli alberi. Per anni mi sono occupata di giustizia ambientale. Ho scritto un libro sulla flora e la fauna della Upper Florentine Valley, ma la prima volta che ho messo piede in una foresta rasa al suolo ho iniziato davvero a lottare. Era orribile stare su quelle terre desolate, camminare sui resti del disboscamento, dopo aver passeggiato nella foresta rigogliosa».

Quando hai deciso di trasferirti sull’albero?

Il 14 dicembre 2011. La foresta era pronta per essere disboscata, nonostante sia un polmone prezioso. Non potevo stare a guardare. Volevo catturare l’attenzione internazionale e garantire che le foreste avessero almeno una possibilità di sopravvivere».

Come ci sei riuscita?

Mi sono trasferita su una piattaforma sull’eucalipto. Da quassù sono entrata in contatto con persone in tutto il mondo, grazie a un pannello solare e Internet. Con il blog Observertree.org ho mostrato alla gente com’è la vita nel verde e perché abbiamo bisogno di proteggerlo. Attraverso Skype ho partecipato a conferenze e incontri e sono entrata nelle scuole. Internet è lo strumento più efficace per diffondere la nostra voce».

Quali risultati hai ottenuto?

Il disboscamento è sospeso. Gente da tutto il mondo ha preso parte al progetto, anche solo con email di protesta. La pressione internazionale ha avuto effetto sul governo, che ha chiesto che la foresta entri tra i patrimoni dell’umanità. È una vittoria entusiasmante. Ancora la foresta non è salva ma, con i riflettori accesi, possiamo farcela».

Come trascorri il tuo tempo?

I miei giorni sono pieni. La vita sull’albero è incredibile. In un anno ho osservato i mutamenti delle stagioni, ho visto la bellezza del bosco ricoperto di neve, ho imparato a conoscere l’ambiente. E passo molto tempo al computer per connettermi con la gente».

Come ti mantieni?

Sopravvivo grazie alla generosità della comunità, che mi dona il necessario e copre le mie spese. In tanti mi supportano. Si affrontano molte sfide vivendo a 60 metri d’altezza. La più dura è l’isolamento. Sento la mancanza della famiglia e dei miei amici. Ma anche quando mi sento sola, mi basta ricordare quanta gente crede in quello che faccio».

Cosa farai quando scenderai dall’albero?

Sono un’insegnante e tornerò a scuola. Vorrei incoraggiare i giovani a renderli consapevoli della forza che hanno per cambiare il mondo. Ognuno di noi può davvero fare la differenza, a tutte le età. Anche senza arrampicarsi su un albero».

INFO: www.observertree.org

 

Miranda è solo una dei tanti giovani con idee geniali e voglia di cambiare il mondo. Sei appassionato di storie simili e vuoi conoscerne altre?  Leggi l’articolo “Ragazzi Terribili” di Eleonora Crisafulli che trovi su Millionaire di aprile, in edicola!

Redazione

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