Volvo: 6 mesi di congedo anche ai papà per colmare il divario di genere

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Håkan Samuelsson, Volvo Cars chief executive

Dal 1° aprile tutti i dipendenti, donne e uomini, di Volvo Cars potranno godere di un nuovo piano di congedo parentale. La casa automobilistica svedese ha annunciato oggi il “Family Bond” che consentirà agli oltre 40mila lavoratori impiegati in uffici e stabilimenti in tutto il mondo di usufruire di 24 settimane di maternità o paternità retribuita all’80%. Nessuna distinzione di genere. L’unico requisito è che il lavoratore abbia almeno un anno di anzianità di servizio. Il congedo potrà essere richiesto da uno dei due genitori, in qualsiasi momento, entro i primi tre anni dalla nascita di un figlio.

«Vogliamo creare una cultura che supporti una genitorialità uguale per tutti, indipendentemente dal genere» ha detto il Ceo Håkan Samuelsson. «Quando i genitori vengono aiutati a bilanciare le esigenze del lavoro e della famiglia, si contribuisce a colmare il divario di genere e si consente a tutti di eccellere nella carriera lavorativa».

La nuova policy include tutti i genitori, inclusi quelli adottivi, affidatari, surrogati. «Così come i genitori non naturali di coppie dello stesso sesso» sottolinea l’azienda. Si ispira alla normativa svedese. E fa seguito a un programma pilota lanciato nel 2019.

Nella fase di test, Volvo ha individuato anche la modalità per incoraggiare i dipendenti a usufruire del congedo e renderlo la nuova “normalità” per entrambi i genitori. Si è visto infatti che spesso i lavoratori sono preoccupati per il potenziale impatto del congedo sul lavoro e sulle opportunità di carriera e per «il pregiudizio culturale su ciò che ci si aspetta dai padri». La soluzione? L’azienda ha presentato le 24 settimane come un’opzione preselezionata. L’idea era quella di creare un “effetto default”, visto che le persone tendono ad attenersi alle opzioni standard. E ha funzionato.

Volvo condividerà i risultati ottenuti nel tempo in modo che altre aziende possano seguire l’esempio.

«Vogliamo essere leader del cambiamento e definire un nuovo standard globale a favore delle persone» ha commentato Hanna Fager, responsabile delle funzioni Corporate e delle Risorse Umane.

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