Servono milioni di mascherine. Un’azienda italiana le stampa in 3D e regala il file in open source (download da tutto il mondo)

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wasp mascherine 3d

«Servono 90 milioni di mascherine al mese. Noi sviluppiamo tecnologie per rispondere ai bisogni dell’umanità, come potevamo stare con le mani in mano in questo momento?». Così Massimo Moretti, 60 anni (di cui 40 passati a smanettare), fondatore di WASP, ha creato le prime mascherine su misura, stampate in 3D, con filtro intercambiabile: possono essere disinfettate e usate più volte. Sono come una seconda pelle: composte da un biomateriale, chiudono il volto in ogni parte, non tirano, non lasciano segni. Il file rilasciato in open source sul sito di WASP da pochi giorni è già stato scaricato migliaia di volte. Tutti i makers possono stamparsela e centinaia sono i feedback che arrivano da tutto il mondo a Massa Lombarda, dove c’è la sede.

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Massimo Moretti, Ceo di WASP

«Chiunque può mandarci 10 foto del proprio volto, da 10 angolazioni diverse seguendo il nostro tutorial, e noi stampiamo una mascherina personalizzata. Mettendo insieme sorgenti varie, abbiamo creato il software che trasforma le foto in 3D, come se la persona fosse qui davanti a noi». L’idea, dopo essere stata testata, è stata condivisa con la rete. «Essere open source è nel DNA di WASP. Fin dall’inizio sapevamo che, in caso di risultato positivo, avremmo condiviso il file».

Oggi Moretti stampa mascherine gratuitamente per tutti gli operatori sanitari (4 ore di lavoro). Il problema è la stoffa. Al momento stanno usando la stoffa certificata delle mascherine (che la Protezione civile ha donato loro): dal tessuto di una mascherina ne ricavano 4. «Invece di cadere in disperazione, stiamo cercando di reagire al Coronavirus». Tutti i 40 dipendenti, più di 20 gli ingegneri, sono al lavoro in remoto per rispondere a un bisogno. Così è nato il secondo progetto: un casco di protezione da micro gocce, in plastica trasparente, climatizzato e areato, che a vederlo sembra il casco di un film di fantascienza. Crea uno spazio protetto per avvicinarsi. Si chiama MySpace, 5 prototipi sono pronti e li stanno già testando negli ospedali.

«L’economia è uno sforzo di creatività. Deve rispondere a un bisogno. La stampa 3D ti insegna questo: a prenderti delle responsabilità e a fare la tua parte. Ci sono bastati tre giorni per passare dall’idea alla produzione» conclude Moretti.

Info: www.3dwasp.com

 

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2 Commenti

  1. Grande iniziativa, Io sono Un OSS e lavoro on Medicina all’ospedale San Andrea di Vercelli, potrei avere informazioni per poter ordinare le vostre mascherine personalizzate?

  2. Sono rimasto entusiasta della vostro lavoro e siccome sono odontoiatra , sono a contatto diretto con il paziente che potrebbe essere un potenziale portatore di covid-19 , e quindi vi chiedo come posso comprare i vostri dispositivi ? Anche perché lavoro con due miei colleghi ( figli miei) quindi immaginate la mia tensione . Grazie attendo notizie

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