Ex manager mollano tutto e creano il miglior e-commerce in Italia

3
4530

Ex manager Privalia mollano tutto e fondano una startup che vende design online e vince il premio come miglior e-commerce italiano (fonte Netcomm).

Hanno quello che si può desiderare: un impiego da manager in un’azienda leader nell’ecommerce (Privalia) e stipendi alti. Eppure decidono di mollare tutto e mettersi in proprio:

«Quando lo abbiamo detto ai nostri familiari e amici ci hanno dato per matti: “Che fai lasci un ottimo stipendio e poi se le cose vanno male?”. Il primo passo è stato superare la loro diffidenza» racconta Simone Panfilo, romano, 35 anni. Insieme a Laura Angius, 32 anni, sarda, e Vincenzo Cannata, 37enne catanese, è il fondatore di LoveTheSign, ecommerce, specializzato nella vendita di prodotti di design italiani per interni:

«Ci siamo incontrati in Privalia e siamo diventati amici. Un giorno a pranzo riflettevamo sulla mancanza di un sito che vendesse online oggetti di design per appartamenti, eccellenza del nostro Paese. Mentre la Rete aveva tante realtà che proponevano moda e cibo. Ci siamo guardati negli occhi: «Perché non provarci?».

love the sign 2

Il rischio è alto. I tre investono tutti i loro risparmi (350mila euro circa), assumono sette persone (ora sono in 24) e partono con la vendita di una decina di marchi (oggi hanno rapporti contrattuali con più di 1.200 aziende): «Abbiamo iniziato la prima fase di test, con un attento lavoro di scouting delle aziende (grazie al supporto di interior designer esperti che ci guidano nella scelta), e una campagna di comunicazione sul Web».

La crescita è veloce tanto da attirare i finanziatori. Il primo milione di euro arriva da United Ventures e permette all’azienda di ampliarsi in Europa (Spagna, Francia, Inghilterra…):

«Chi inizia a fare impresa deve imparare in fretta e sbagliare il meno possibile. Noi ne abbiamo fatti di errori, ma siamo stati fortunati. La nostra esperienza in Privalia ci ha insegnato tanto: come gestire le risorse umane, strutturare un ecommerce che vende in tante parti del mondo. Ciononostante, gli ostacoli sono all’ordine del giorno. Primo, direi la logistica. Spedire un mobile, non è come consegnare una Tshirt. E per come è strutturato il sistema dei trasporti in Italia, è più facile vendere a Londra che nel Molise».

love the sign 3

Poi un altro finanziamento di 4 milioni di euro (sempre da United Ventures). Una cifra che ha premiato la buona salute dell’azienda: 60mila prodotti venduti negli ultimi 12 mesi, una crescita mensile del 20%:

«Abbiamo puntato sulla personalizzazione dell’offerta. Il cliente, se fa richiesta, può richiedere il supporto di uno dei nostri interior design. Va a domicilio e offre consigli. I prezzi sono medio alti. Non vogliamo fare concorrenza a Ikea. Il nostro cliente tipo sono coppie che hanno arredato casa con prodotti di massa e poi, con una maggiore disponibilità economica, sentono il bisogno di comprare design di migliore qualità».

Un percorso da startupper fatto di rischi e fatica. Ma ne vale la pena? «Da manager lavoravo di meno e guadagnavo di più. Ora arrivo a casa, giusto il tempo di giocare con le mie figlie che mi reclamano, e poi torno a lavoro. Non si stacca mai con la testa. Ma vale la pena: creare un’impresa è il mestiere più bello del mondo. Se hai passione e la voglia di metterti in gioco, ogni giorno».

INFO: http://www.lovethesign.com/

I consigli di LoveTheSign per un ecommerce di successo

1. Ecommerce non vuol dire vendita facile. «Non hai un negozio e le spese di affitto, ma hai costi di personale maggiori di un’attività commerciale e problemi di logistica da gestire. Considera questi aspetti. Puoi assumere professionisti? Sei pronto a spedire la merce ovunque?».

2.  Ecommerce non vuol dire offrire un prodotto a un prezzo minore. «È un errore entrare in una “guerra di prezzo” che finisce per penalizzare la qualità e il cliente. Più che sul prezzo, il focus è il prodotto e la fidelizzazione del cliente».

3. Non pensare di spremere i consumatori. «Non pensare a vendere a tutti, ma fidelizza i clienti. Pochi ma buoni. Adeguati alle loro esigenze. Accetta critiche e modifica le strategie in corsa».

Giancarlo Donadio

(Foto immagine in evidenza © Diego Alto)

Quest’articolo è stato pubblicato su Millionaire di giugno 2015

 

Print Friendly, PDF & Email

3 Commenti

  1. Fare ecommerce in italia é ancora relativamente dacile, é un mercato molto in dietro rispetto al resto dei 20 principali paesi industrializzati.
    Non a caso Amazon sta investendo molto initalia, spartoo sta portando magazino in veneto.

    Il problema sono gli imprenditori, che non conoscono questo settore ed i tanti ciarlatani che, creando ecommerce vendo al cliente l’idea che il resto é una passeggiata.
    La piattavorma é solo una finestra, di un’azienda che deve funzionare

  2. Creare un ecommerce in italia e renderlo operativo come i big stranieri (vedi Amazon, Zalando, ecc..) è un impresa titanica. La difficoltà è la mentalità delle persone che ancora pensano “ma mi potrò fidare?”.
    Culturalmente rispetto a molti altri paesi europei siamo ancora troppo diffidenti.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.