Addio a Leonardo Del Vecchio, fondatore di Luxottica. «Voglio essere il più bravo in tutto quello che faccio. Tutto qui»

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del vecchio luxottica

È morto questa mattina al San Raffaele di Milano Leonardo Del Vecchio, il fondatore di Luxottica e presidente di EssilorLuxottica. Aveva 87 anni. Self-made man, Cavaliere del Lavoro, era uno degli uomini più ricchi d’Italia.

Nato a Milano nel 1935, era l’ultimo di quattro figli. I genitori, commercianti di frutta, erano arrivati dalla Puglia. La madre, rimasta vedova ancor prima che Del Vecchio nascesse, decise di affidarlo all’orfanotrofio dei Martinitt. «Sono cresciuto senza padre e in istituto. Crescere senza famiglia è qualcosa che non si può spiegare, se non lo si è vissuto. Ti segna» ha raccontato a Tommaso Ebhardt nella biografia appena pubblicata Leonardo Del Vecchio (Sperling&Kupfer).

Da operaio a imprenditore

A 15 anni il primo lavoro come garzone in una fabbrica di incisioni, la Johnson. Sono i proprietari dell’azienda a spingerlo a frequentare i corsi serali dell’Accademia di Brera. A 22 anni si trasferisce in Trentino, poi in Veneto. Lì, ad Agordo, apre una bottega di montature per occhiali. Da quella bottega nascerà Luxottica. È il 1961, l’azienda ha 14 operai. Circa sessant’anni dopo Luxottica ha 80mila dipendenti, 9mila negozi e un fatturato di oltre 7 miliardi di euro (2020).

Nel 2018, dalla fusione con la francese Essilor nasce EssilorLuxottica, un gruppo che oggi conta oltre 180mila dipendenti e ha chiuso il 2021 con oltre 21 miliardi di fatturato.

Sposato tre volte, Del Vecchio ha avuto sei figli. Era anche primo azionista di Mediobanca, con una partecipazione del 19,4%, e azionista di Generali e Covivio. Secondo Forbes, era il secondo uomo più ricco d’Italia, il 52esimo nel mondo (nella classifica Billionaires 2022), con un patrimonio stimato di oltre 25 miliardi di dollari.

Nel 2004 Del Vecchio ha lasciato il ruolo di amministratore delegato, per poi assumere deleghe operative a 80 anni. «Per accelerare l’evoluzione in corso nell’area Mercati ci vuole un rinnovato spirito imprenditoriale» aveva detto a fine 2016. Nella lettera agli azionisti aveva rimarcato i suoi intenti: «Il mio sogno di imprenditore è sempre stato quello di fare gli occhiali migliori al mondo e di vederli indossare da tutti. Per oltre quarant’anni ho vissuto in prima persona l’appassionante avventura di tradurre questa visione nella realtà di un’azienda forte e dinamica come Luxottica».

 

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