Il Ceo di Airbnb: “Il mondo è più flessibile, i dipendenti possono vivere e lavorare ovunque”

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© Newsroom Airbnb

Dopo Twitter, Revolut, Spotify, anche Airbnb si unisce al lungo elenco di aziende tech che adottano un modello di lavoro Work From Anywhere. Dall’inizio della pandemia milioni di persone in tutto il mondo sono diventate più flessibili, spiega l’azienda. E, per rispondere alle nuove esigenze dei lavoratori, bisogna cambiare approccio: consentire ai dipendenti di vivere e lavorare ovunque.

«Due decenni fa, le startup della Silicon Valley hanno reso popolari gli open space, presto adottati dalle aziende di tutto il mondo» ha scritto in un’email ai dipendenti Brian Chesky, Ceo e co-founder di Airbnb. «Allo stesso modo, le startup di oggi adottano lavoro a distanza e flessibilità, e penso che questo sarà il modo predominante in cui tutti noi lavoreremo entro 10 anni. È la direzione che sta prendendo il mondo».

Non solo. Il modello flessibile permette di assumere e trattenere i migliori talenti, ovunque si trovino: «Se ci limitassimo a un raggio di pendolarismo intorno ai nostri uffici, saremmo in grande svantaggio» spiega Chesky. «Le persone migliori vivono ovunque, non concentrate in un’unica area».

«Capisco l’ansia di non vedere le persone in ufficio: come fai a sapere se i tuoi dipendenti stanno facendo il loro lavoro quando non puoi vederli?». Tutto si basa sulla fiducia, e sui risultati già ottenuti. Negli ultimi due anni, Airbnb si è quotata, è cresciuta, «ha registrato guadagni record, il tutto lavorando da remoto. È chiaro che la flessibilità funziona» conclude Chesky.

D’altra parte, l’imprenditore ammette l’importanza della connessione umana. E se Zoom può essere utile per mantenere le relazioni, è anche vero che lavorare nello stesso ufficio permette di approfondirle e collaborare meglio.

Ecco allora che l’azienda ha pensato a 5 punti chiave per la nuova organizzazione del lavoro: 1. Si può lavorare da casa o in ufficio, la scelta è libera. 2. Il dipendente può trasferirsi in qualsiasi città del proprio Paese e lo stipendio non cambierà, che sia San Francisco o Nashville, Parigi o Lione. 3. Possibilità di viaggiare: da settembre, i dipendenti di Airbnb potranno vivere e lavorare in oltre 170 Paesi fino a 90 giorni all’anno. Lo stesso Chesky ha deciso di vivere come “nomade digitale” in alloggi di Airbnb. 4. Ci saranno incontri regolari, anche fuori sede. 5. I lavoratori continueranno a lavorare in modo coordinato, grazie a un calendario aziendale unico.

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