Airbnb si quota in borsa: esordio di successo a Wall Street. E il titolo vale 100 miliardi di dollari

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Foto Airbnb

Come era stato annunciato meno di un mese fa, il colosso degli affitti brevi sbarca a Wall Street. Nonostante l’anno difficile, Airbnb si è quotato ieri sul Nasdaq con il simbolo ABNB. È stata la più grande quotazione del 2020 sul mercato americano. Il prezzo di collocamento era stato già rivisto al rialzo. All’apertura delle contrattazioni, si è passati da 68 a 146 dollari ad azione. E il valore di Airbnb è raddoppiato, oltre le attese, arrivando a 100 miliardi di dollari.

L’idea è nata nel 2008 a San Francisco quando il proprietario di casa di Joe Gebbia, Brian Chesky e Nathan Blecharczyk, founder di Airbnb, allora trentenni, aumenta loro l’affitto. Per coprire questa emergenza, i tre decidono di affittare lo spazio in più che hanno in casa. Una conferenza in città moltiplica le esigenze di alloggio. Gli hotel sono pieni e i ragazzi ne approfittano. «In quel weekend tre persone dormivano nel nostro salotto, su materassini gonfiabili» ha raccontato Joe. Gli ospiti pagano 80 dollari a notte. In 7 giorni, i tre guadagnano 1000 dollari. Nasce così il sito di affitti brevi che in pochi anni esplode e rivoluziona il modo di viaggiare. Vi abbiamo raccontato qui la storia. 

Il 2020 è stato un anno nero per l’azienda, a causa della pandemia. «La crisi più straziante mai affrontata» ha detto il Ceo Brian Chesky lo scorso maggio, annunciando il licenziamento di 1900 persone, circa un quarto dei suoi dipendenti (7500 in 24 Paesi).Dopo mesi in perdita, nel terzo trimestre l’azienda ha invertito la rotta e ha registrato utili per 219 milioni di dollari su ricavi di 1,34 miliardi. Da qui la forza di scommettere sulla quotazione, anche grazie a un «modello di business che ha dimostrato resilienza», e che ieri il mercato ha premiato.

«Le buone idee nascono dall’urgenza. Devi avere prima di tutto fame. Poi guardare quello che si muove intorno a te, infine rischiare e perseverare». Ci ha raccontato Joe Gebbia in un’intervista per il libro Startup. Sogna, credici, realizza, qualche anno fa, quando i fondatori di Airbnb continuavano ad affittare il loro divano per 40 dollari a notte.

 

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