Arduino chiude un round da 32 milioni di dollari

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Arduino
Foto © Unsplash

«Un piccolo computer, grande come una carta di credito, che serve per programmare e creare oggetti e progetti interattivi». Così l’ingegnere Massimo Banzi ci descriveva anni fa l’invenzione di Arduino, schede open source per la prototipazione veloce che avrebbero conquistato milioni di makers e sviluppatori in tutto il mondo. Fondata nel 2005 a Ivrea da Banzi e altri quattro soci, l’azienda, che oggi ha sede in Svizzera, ha appena chiuso un round serie B da 32 milioni di dollari.

A guidare l’operazione Robert Bosch Venture Capital (RBVC), vc specializzato in deep tech. E poi ci sono Renesas Electronics Corporation, Anzu Partners e Arm.

“Da garage e scuole alle aziende”

I nuovi fondi serviranno a potenziare e ampliare ancora di più il business, che già include strumenti per la formazione e i professionisti. Non solo studenti e artigiani digitali quindi, Arduino punta anche a una nuova generazione di ingegneri con nuovi prodotti per le aziende. Dai garage e dalle scuole alle imprese, come si legge in una nota.

«Gli ingegneri della Generazione Z e Millennial sono cresciuti utilizzando le schede Arduino nei programmi STEM in tutto il mondo e si sono abituati all’accessibilità, alla semplicità e alla potenza dell’hardware, del software e dei servizi cloud open source dell’azienda. Ora, entrando nel mondo del lavoro, stanno portando quelle richieste nelle aziende» ha spiegato Banzi, co-founder, presidente e CMO di Arduino.

Arduino nasce all’Interaction Design Institute di Ivrea come strumento di facile utilizzo, rivolto a studenti senza conoscenze di elettronica e programmazione. Nel corso degli anni i prodotti sono aumentati. L’azienda ha collaborato con altri big della tecnologia, come Google, Bosch, Intel, per creare strumenti sempre più all’avanguardia. Oggi può contare su una community di oltre 30 milioni di utenti attivi. Punta a professionisti e aziende, ma assicura che continuerà a offrire strumenti innovativi anche a maker e studenti. «Saremo sempre lì al fianco dei futuri innovatori».

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