Arriva la startup che porta acqua e bevande a casa (e ha già chiuso un round da 2 milioni): «Vogliamo rivoluzionare il mercato»

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bevy startup acqua

Un settore tradizionale, quello della vendita di acqua e bevande, l’intuizione di innovarlo (grazie all’e-commerce) e un round da 2 milioni di dollari per far crescere il servizio, in Italia e all’estero. Si può riassumere così la giovane storia di Bevy, startup lanciata ad aprile dai 29enni Federica Lettieri e Hendrik Wawers, coppia nel lavoro e nella vita.

Dall’Italia a Berlino e ritorno

I due si incontrano da studenti, durante un master a Barcellona. Lei è originaria di Napoli, laurea in Business Management al King’s College di Londra, master alla Bocconi, prima di Bevy ha lavorato per EY a Milano e Urban Sports Club a Berlino. Hendrik, tedesco, dopo studi tra Colonia, New York, Barcellona e Budapest, inizia a lavorare come consulente per McKinsey in Germania. Insieme vivono per tre anni a Berlino. Poi, il desiderio di cambiare li (ri)porta in Italia.

«Avevamo entrambi voglia di fare scelte che fossero solo nostre e che potessimo vedere sviluppate. Cercavamo la possibilità di plasmare la nostra azienda, sia nell’esperienza per il consumatore sia dal punto di vista di cultura aziendale e lavoro di squadra. Nei contesti lavorativi precedenti ci siamo sentiti spesso frustrati dal non poter vedere realizzate le nostre idee. Ora siamo noi a prendere le decisioni. E a fare in modo che le nostre ambizioni si realizzino» ci racconta Federica.

A dicembre 2021 lascia il lavoro per dedicarsi al progetto con Hendrik. «Ci rendiamo conto della mancanza di un servizio di consegna di bevande rapido, intuitivo e conveniente». Sì, c’è già chi porta le casse d’acqua a casa, ma supermercati e delivery hanno spesso limiti di peso o costi aggiuntivi.

«Stiamo digitalizzando un settore ancora molto tradizionale per semplificare la vita quotidiana dei nostri utenti».

Bevy distribuisce acqua e bevande a privati e piccoli uffici, con delivery entro 3 ore, zero costi di consegna e il vuoto a rendere per le bottiglie di vetro. La startup punta a incentivare il reso con prezzi agevolati e, in ottica di sostenibilità, usa solo veicoli elettrici.

«L’Italia è il mercato perfetto per lanciare questo servizio visto che è il Paese con il più alto consumo di acqua in bottiglia pro capite in Europa» spiega Hendrik, che per concentrarsi sul nuovo progetto ha lasciato un dottorato all’università.

team bevy«Dal fare impresa deriva una grandissima responsabilità, ma anche un forte senso di libertà» dice Federica. «Ho sempre considerato la figura dell’imprenditore come una sorta di eroe moderno e non mi ero mai sentita all’altezza. Ancora oggi non mi considero “un’eroina” ma, forse complice la pandemia, quella sensazione di inadeguatezza è svanita, è stata sovrastata da un desiderio più forte: quello di tornare in Italia e di dare il mio contributo, seppur piccolo, all’ecosistema delle startup. Vogliamo dimostrare che l’Italia può essere un mercato attrattivo per il venture capital europeo, al pari di Germania e Francia».

“Così abbiamo conquistato un fondo internazionale”

Con Bevy, Federica e Hendrik sono stati i destinatari del primo finanziamento in Italia di FoodLabs, fondo specializzato in investimenti early stage nel foodtech.

«A Berlino abbiamo avuto modo di conoscere l’ambiente startup. Un amico comune ci ha presentato a Christophe Maire, founder di FoodLabs, che ha creduto nel progetto: c’è stata sintonia dalla prima telefonata». Il risultato: 2 milioni di dollari di investimento. Al round hanno partecipato anche alcuni business angel, come Matteo Pichi (fondatore di Poke House) e Vincenzo Ferrieri (fondatore di Cioccolati Italiani e Bun Burger).

Oggi il servizio di delivery è attivo a Milano e Monza, ma la startup ha ambizioni internazionali. Punta a diventare leader nel mercato europeo, che ha un giro d’affari stimato di 375 miliardi di euro. «La strada è lunga ma il nostro team (oggi di 10 persone) ama le sfide».

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